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Pensioni ultime notizie Governo Renzi: riforma, Mini pensioni, quota 100, prestito, staffetta. Dopo primo anno di lavoro, il punto

Nessuna novità reale e importante sulla riforma pensioni Fornero, solo cancellazione penalizzazioni. Attese per piani di uscita anticipata e soluzioni esodati e quota 96




A distanza di un anno ormai dall’insediamento del governo Renzi, nulla è ancora cambiato per quanto riguarda interventi pensionistici: tante ancora le ipotesi di cui si discute, nulle le decisioni concrete prese. Ancora protagonisti dei dibattiti i sistemi di uscita anticipata per tutti, da quello a quota 100, al prestito pensionistico, alla pensione anticipata a 62 anni con 35 anni di contributi e penalizzazioni, alla nuova proposta, per la prima volta presentata in Parlamento qualche settimana fa, di staffetta generazionale e part time.

Ma bisognerà ancora aspettare per vedere realizzate queste novità considerando che Tesoro e ministro del Lavoro hanno confermato la mancanza di soldi e che quei piani di tagli annunciati dal premier Renzi, già prima dell’estate scorsa, sono finiti nel dimenticatoio. Le speranze si concentrano sull’attuazione di quel ricalcolo contributivo proposto dal presidente dell’Inps, Tito Boeri, che si tradurrebbe nell’applicazione di un prelievo di solidarietà (anch’esso proposto da Renzi e dimenticato) che colpirebbe le pensioni ovviamente più ricche e in parte calcolate con vecchio metodo retributivo.

Solo così si potrebbe davvero iniziare a cambiare le cose e rendere il sistema previdenziale attuale più equo, riuscendo allo stesso tempo a recuperare nuove risorse. Se, dunque, sono ancora in discussione le proposte di uscita anticipata, sembra ancora dimenticata quella soluzione strutturale per tutti, che avrebbe permesso di chiudere anche la questione degli esodati, annunciata prima dell’estate scorsa dal ministro Poletti.

E nulla nemmeno per quanto riguarda i quota 96 della scuola. O meglio, non per tutti. Qualche giorno fa è arrivata la notizia di una salvaguardia per mille dei 4mila interessati di quota 96, salvaguardia che, dunque, lascerebbe fuori gli altri 3mila. E’ scattata, come prevedibile, la protesta, ma il ministro Madia ha chiarito che non essendoci le risorse necessarie disponili, le priorità del governo al momento si concentrano su altro. E dunque docenti e lavoratori Ata della scuola, che potrebbero essere in pensione già da tre anni, costretti ancora ad aspettare. Ancora una volta con aspettative deluse da un governo Renzi che aveva annunciato soluzioni definitiva sin dall’inizio del suo incarico. L’unica novità pensioni, minima, approvata dal governo Renzi è quella cancellazione delle penalizzazioni per i lavoratori precoci che decidono di andare in pensione prima ma che è, comunque, una misura sperimentale solo fino al 2017.

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il