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Disoccupazione, disoccupati assegno, indennità Asdi, Naspi, dis coll, licenziamenti, nuovi contratti 2015: per chi, come, quando

Cambiano i contratti di lavoro con approvazione decreti attuativi del Jobs Act, Renzi: “Fiorno atteso per molti anni da un’intera generazione”. Le novità




“Un giorno che tanti aspettavano da anniW questo il primo commento del premier Renzi subito dopo l'approvazione dei due decreti attuativi su nuovi contratti e ammortizzatori sociali. Renzi, al termine del Consiglio dei ministri di venerdì scorso, ha dichiarato: “E’ una giornata storica, un giorno atteso per molti anni da un’intera generazione che ha visto la politica fare la guerra ai precari ma non al precariato. Superiamo l’articolo 18 e i cococo. Nessuno sarà più lasciato solo. Ci saranno più tutele per chi perde il posto e parole come mutuo, ferie, diritti e buonuscita entrano nel vocabolario di una generazione che ne era stata è esclusa".

Via libera al contratto a tutele crescenti, al riordino delle forme contrattuali e all'abolizione dei contratti di collaborazione a progetto, co.co.pro, e restano i contratti a termine per u massimo di 36 mesi. Nel caso dei co.co.pro, resteranno in vita solo quelli in essere e saranno totalmente aboliti dal primo gennaio 2016, sostituiti dal nuovo contratto a tutele crescenti, contratto a tempo indeterminato e che prevede sgravi contributivi per tre anni per le aziende che assumono. Tra le altre novità, la possibilità per le imprese di cambiare le mansioni di un lavoratore. Ma cosa significa questa possibilità?

Significa che  nei casi, come riporta il provvedimento, di ‘modifica degli assetti organizzativi’, le imprese potranno decidere di spostare il lavoratore da un ruolo operativo ad un altro, senza però modificarne il livello di inquadramento o la retribuzione che si percepisce al momento del cambio di mansione. Considerando che, come spiegano diversi esperti, in questo momento di crisi le aziende hanno bisogno di flessibilità nella gestione dei propri lavoratori, questa soluzione è quella giusta che permetterà così proprio quella flessibilità organizzativa necessaria.

Restano, però, i licenziamenti collettivi e nel caso del nuovo contratto a tutele crescenti non sarà previsto il reintegro, ma garantito, al lavoratore licenziamo, un indennizzo economico in base all'anzianità di servizio. Il reintegro è previsto solo nel caso di licenziamenti discriminatori o discplinare se si dimostra che non c'è stata alcuna violazione disciplinare contestata.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il