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Partita Iva Minimi 2015 regime nuovo o vecchio anno scorso: pro e contro. Come fare comunicazione per passare e istruzioni

Dietrofront del governo su nuovo regime dei minimi e aumento dell’aliquota contributiva Inps per gli iscritti alla gestione separata: le novità




Dietrofront del governo su nuovo regime dei minimi e aumento dell’aliquota contributiva Inps per gli iscritti alla gestione separata. Con il Milleproroghe, infatti, il governo, come del resto il premier Renzi aveva annunciato, ha stabilito che si potrà accedere ancora al vecchio regime dei minimi fino al prossimo 31 gennaio. Ciò significa che coloro che decidono di aprire una partita Iva possono scegliere il regime agevolato con aliquota al 5% purchè ricevano compensi fino a 30mila euro. Chi decide di accedere a questo regime può restarci per cinque anni o fino al compimento del 35esimo anno di età. Non prevede invece alcun limite temporale il nuovo regime dei minimi che però alza l’aliquota di tassazione al 15% e per compensi compresi tra i 15 e i 40mila euro.

In base, dunque, ad attività professionale svolta ed esigenze, il contribuente può scegliere, fino a fine 2015, se aderire al vecchio o al nuovo regime dei minimi. Ma se nei mesi di gennaio e febbraio è stata aperta una nuova Partita Iva con nuovo regime dei minimi come si fa a passare al vecchio? In realtà la confusione si pone al principio, giacchè per entrambi i regimi bisogna segnare la casella del regime scelto, cioè se quello al 5 o al 15%. Ma la cosa importante è che il contribuente indichi sulle fatture emesse il ‘trattamento’ scelto e cioè se l'articolo 1, comma 100, della legge 244/2007 per i minimi o l'articolo 1, comma 58 per i nuovi forfettari.

Una volta che si compilerà poi il modello Unico 2016 compilando i quadri diversi, dato che il primo regime (minimi) prevede la determinazione analitica del reddito, mentre il secondo (forfettario) prevede la determinazione forfettaria con una percentuale di componenti negativi predeterminati, si capirà quel è il regime che il contribuente ha scelto. Differenze poi per quanto riguarda le imposta dovute: apparentemente il regime dei minimi al 5% potrebbe sembrare più conveniente rispetto a quello del 15% del regime forfettario, però in quest’ultimo caso vengono riconosciuti costi forfettari mentre il minimo deve documentare gli effettivi costi sostenuti.

Inoltre, le nuove attività nel regime forfettario prevedono l'abbattimento di un terzo del reddito per i primi tre anni e la possibilità, per commercianti e artigiani, di fruire del regime contributivo agevolato che prevede il pagamento dei contributi senza considerare il minimale fisso, spesso un aggravio. Tra le altre misure, ricordiamo che è stata bloccata anche l’aliquota per i lavoratori iscritti alla gestione separata Inps, che resta così al 27% anche per il 2015, e l’aumento sarà graduale del 28% per il 2016 e del 29% per il 2017.

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il