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Pensioni Governo Renzi riforma ultime notizie: aperture e modifiche si potrebbero vedere per privati e statali in Riforma PA Madia

Novità riforma P.A. e circolare ministro Madia per prepensionamenti dipendenti pubblici: le misure potrebbero valere per dipendenti pubblici e privati. Cosa prevedono




Cambiare la riforma pensioni a partire dalle novità della riforma della P.A. Sin dalle prime bozze della riforma della P.A. si parlava di prepensionamenti, anche con quota 100, penalizzazione, ma anche a staffetta e part time, provvedimenti probabilmente dal Tesoro e dal ministro dell’Economia Padoan. Ma forse ora la strada potrebbe davvero cambiare e subire una svolta con le due nuove circolari diffuse che puntano soprattutto al rilancio dell’occupazione e al conseguente svecchiamento della P.A. Per perseguire questo obiettivo, necessario e importante per il rilancio di occupazione e, di conseguenza, dell’economia, o verranno confermati questi provvedimenti o si passerà finalmente alla definizione di quel decreto previdenziale annunciato da Renzi e che potrebbe contenere anche quelle modifiche a baby pensioni e pensioni di invalidità e reversibilità di cui si parla da tanto.

La prima circolare in questione riguarda lo stop all’assegnazione di incarichi pubblici di rilievo per chi è già in pensione, in modo da agevolare il ricambio generazionale del personale nelle pubbliche amministrazioni, con la ‘Soppressione del trattenimento in servizio e modifica della disciplina della risoluzione unilaterale del rapporto di lavoro’ che regola l'uscita obbligatoria dalla Pubblica amministrazione per chi raggiunge la pensione.

Si tratta di quell’abolizione del trattenimento in servizio che permetteva ai dipendenti pubblici di continuare a lavorare dopo il raggiungimento dei requisiti per la messa a riposo. Solo per i magistrati il termine è stato allungato al 31 dicembre 2015. Il provvedimento prevede la risoluzione del rapporto di lavoro obbligatoria per coloro che ha maturato i requisiti pensionistici.

Per dirigenti medici e del ruolo sanitario continua a valere il limite massimo per il collocamento a riposo al compimento del 65mo anno di età. La circolare, concordata nei contenuti con il ministero del Lavoro, analizza anche le ipotesi di prosecuzione del rapporto di lavoro che riguardano in particolare il caso in cui il dipendente non abbia maturato alcun diritto alla pensione raggiunta l’età anagrafica per la pensione di vecchiaia. In questi casi, il rapporto di lavoro prosegue per permettere al dipendente di maturare i requisiti minimi previsti per l’accesso a pensione.

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il