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Pensioni Governo Renzi riforma ultime notizie: INPS rilancia e chiede interventi e cambiamenti età, contributi, requisiti

Dalla nomina di Tito Boeri nuovo presidente Inps ai nuovi piani di intervento pensioni: cosa potrebbe portare a interventi concreti per le pensioni




La nomina di Tito Boeri come nuovo presidente dell’Inps, voluto fortemente dal premier Renzi stesso, è stato il primo passo verso cambiamenti concreti alla riforma pensioni ma anche alla gestione del sistema previdenziale in generale. Boeri, infatti, insieme a interventi per rivedere le norme pensionistiche attuali, ha annunciato anche una riforma della governance dell’Inps, progetto che potrebbe prendere il via prima di quanto era stato immaginato dopo la novità della nomina di Antonello Crudo nuovo direttore generale dell’Istituto, lui che era stato particolarmente vicino all’ex numero uno Inps Mastrapasqua, di cui condivideva le ipotesi di intervento, a partire dal piano di uscita anticipata con prestito pensionistico.

Potrebbe essere dunque l’Inps a dare il via al processo di cambiamento delle pensioni e di correzione della riforma Fornero e le novità e ultime notizie confermano proprio questa strada. Già qualche settimana fa, il presidente Boeri, nel corso di un’intervista, aveva confermato i suoi piani di lavoro, puntando soprattutto su quel ricalcolo contributivo che avrebbe riportato in equilibrio il sistema previdenziale, abolendo, seppur gradualmente, le iniquità esistenti.

E aveva, in particolare, precisato: “C’è un problema di fondo con il fatto che abbiamo in passato fatto delle promesse previdenziali eccessive e permesso a delle persone di andare in pensione a 40 anni in condizioni di salute ottima per cui potevano benissimo continuare a lavorare. Ci sono delle iniquità pazzesche nel sistema pensionistico.Molte persone hanno ricevuto molto di più di quello che hanno versato, allora andiamo a calcolare qual è la differenza tra quello che queste persone ricevono e quello che avrebbero ricevuto con le regole del sistema contributivo, su questa differenza andiamo a introdurre un prelievo ma attenzione, lo facciamo solo a chi ha delle pensioni di un certo importo, da tremila euro in su. Parliamo al massimo di un contributo del 20, 30% su questa differenza, quindi sul totale della pensione il contributo sarà al massimo del 10%. Sulla base di diversi dati di cui disponiamo noi calcoliamo che si possano ottenere più di quattro miliardi ogni anno con questa operazione”.

A spingere verso interventi concreti anche Nino Galloni, membro effettivo del collegio dei sindaci dell'Inps, secondo cui i redditi bassi di oggi significano pensioni sotto la soglia di povertà domani. In un contesto di inesistente sostenibilità, come quello che ha portato alla formulazione della riforma pensioni attuale, la legge Fornero, curandosi poco delle particolari situazioni, secondo Galloni è comunque riuscita nell'intento di rendere sostenibile i conti, ma con conseguenze negative cui ora bisogna porre rimedio. La soluzione per Gallone partirebbe dagli aumenti degli stipendi.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il