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Pensioni vecchiaia, precoci, anzianità riforma Governo Renzi: novità cambiamenti e modifiche. Una svolta con sollecitazioni INPS

Piano di interventi pensioni del presidente Inps Boeri e suoi collaboratori dell’Istituto: cosa prevedono e cu cosa puntano in particolare




“C’è un problema di fondo con il fatto che abbiamo in passato fatto delle promesse previdenziali eccessive e permesso a delle persone di andare in pensione a 40 anni in condizioni di salute ottima per cui potevano benissimo continuare a lavorare. Ci sono delle iniquità pazzesche nel sistema pensionistico. Molte persone hanno ricevuto molto di più di quello che hanno versato, allora andiamo a calcolare qual è la differenza tra quello che queste persone ricevono e quello che avrebbero ricevuto con le regole del sistema contributivo, su questa differenza andiamo a introdurre un prelievo ma attenzione, lo facciamo solo a chi ha delle pensioni di un certo importo, da tremila euro in su. Parliamo al massimo di un contributo del 20, 30% su questa differenza, quindi sul totale della pensione il contributo sarà al massimo del 10%”.
 
Solo qualche settimana fa, il presidente dell’Inps, Tito Boeri, parlava così, proponendo di intervenire sulla riforma pensioni Fornero con quel sistema di ricalcolo contributivo che colpirebbe le pensioni più ricche calcolate in parte con vecchio sistema retributivo e con aliquote progressive, piano su cui oggi si punta particolarmente per un duplice motivo: permetterebbe, da una parte, di accumulare nuovi risparmi importanti per attuare altri interventi sulle pensioni e, dall’altra, di rendere più equo il sistema previdenziale atttuale.

E le novità pensioni potrebbero partire proprio dall’Inps: dopo Boeri, è stato nominato nuovo direttore generale dell’Istituto Antonello Crudo, vicino all’ex numero uno Inps Mastrapasqua, di cui condivideva l’ipotesi di uscita anticipata con prestito pensionistico, che certamente contribuirà alla spinta verso novità previdenziali, esattamente come Nino Galloni, membro del consiglio dell'Inps, i cui primi interventi pensionistici dovrebbero invece partire dall’aumento dei redditi attuali, perché spiega, i redditi bassi di oggi saranno le pensioni povere di domani.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il