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Pensioni Governo Renzi riforma ultime notizie: si può comprendere il ruolo dei partiti, Ministri e minoranze da ultime leggi

Scontro non solo tra governo e sindacati ma anche all’interno delle stesse forze politiche su riforma del Lavoro e riforma pensioni: la situazione




Non solo sindacati: il percorso del governo Renzi su riforma del Lavoro e riforma pensioni è costellato di scontri anche interni tra le diverse forze politiche e, dopo le novità e ultime notizie delle scorse settimane, tra approvazione di decreti attuativi del Jobs Act e diverse proposte di intervento sulle pensioni, spesso contrastanti sui piani di uscita anticipata per tutti, la cosa chiara è che, nonostante le diverse posizioni, le polemiche e le contraddizioni, alla fine ciò che prevale sempre è l’orientamento del governo Renzi. Ne è stata dimostrazione, per esempio, il ricorso contro la decisione del Tribunale di Salerno, a fine anno scorso, di concedere il pensionamento a 42 dicenti salernitani che, considerando i ritardi dell’esecutivo nel trovare una soluzione, si erano rivolti al tribunale di competenza che aveva dato loro ragione.

Ne è stata ennesima dimostrazione il risultato sui decreti attuativi del Jobs Act: la presidente della Camera, Laura Boldrini, ha sottolineato come “sarebbe stato opportuno tenere nel dovuto conto i pareri negativi delle Commissioni sul Jobs Act, in particolare sull’estensione delle nuove regole ai licenziamenti collettivi”, definendo il premier Renzi “un uomo solo al comando”. Derlio ha invece risposto che “c’è stato il massimo rispetto del Parlamento. Il parere non era vincolante, non esisteva alcun obbligo di recepirlo. Non c’è l’uomo solo al comando. C’è un leader e sono due cose differenti. Se la sinistra è spaventata dalla leadership, e non mi riferisco alla Boldrini parlo in generale, ha un problema di modernità”.

Serracchiani, vicesegretaria dem, ha poi commentato “Mi è un pò dispiaciuto il fatto che la terza carica dello Stato abbia preso una posizione così di fronte a una riforma del governo. Mi sembra un eccesso rispetto alla sua posizione di garanzia. Dire che c’è l’uomo solo al comando non è giusto, il lavoro del Pd è fatto di tante donne e uomini. Il Jobs Act è una riforma di sinistra, risponde a quello che da sinistra abbiamo sempre detto da anni”.

Intanto la minoranza del Pd appoggia la Boldrini e forse questa spaccatura continuerà ad esserci in riferimento a nuovi interventi previdenziali. Del resto, solo qualche giorno fa era stato riportato che l’approccio di Renzi alla riforma pensioni sarebbe stato ‘un po’ più di sinistra’, cosa che è piaciuta a Cesare Damiano secondo cui un “Renzi in versione di sinistra è interessante e da incoraggiare. Ci aspettiamo importanti novità, sia sul disboscamento radicale delle forme di assunzione più precari, sia per il miglioramento delle normative sul lavoro autonomo”. E le nuove proposte pensioni, su aziende e versamenti dei contributi e riscatti degli anni di laurea, da parte di Sacconi di Ncd potrebbero contribuire ad accelerare il passo sulle modifiche alle pensioni.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il