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Pensioni Governo Renzi riforma ultime notizie: modifiche per problemi non si fanno seppur nuove proposte continuano ad arrivare

Situazione discussione pensioni attuale e nuove proposte in discussione insieme alle tante finora in ballo: quando potrà davvero cambiare qualcosa?




Mancano le risorse economiche necessarie per modificare la riforma pensioni Fornero ed è questo il motivo principale per cui non si riesce a sbloccare la situazione, motivo per cui è stato bocciato l’emendamento proposto da Sel al Milleproroghe per il rinvio fino al 31 dicembre 2016 della possibilità di uscita anticipata per le donne, sia statali che autonome, con l’opzione contributivo; motivo per cui tarda ad arrivare una soluzione definitiva per il pensionamento dei quota 96 della scuola e per cui mancano ancora misure particolari per lavoratori usuranti e precoci, particolarmente penalizzati dalla riforma pensioni attuale.

Per i lavoratori precoci, in realtà, la Legge di Stabilità contiene una norma che cancella le penalizzazioni previste dalle norme Fornero per chi decide di andare in pensione prima, ma si tratta di un provvedimento temporaneo fino al 2017 e quindi non definitivo. Stesso discorso per quanto riguarda l’annunciato aumento delle aliquote contributive Inps per gli iscritti alla gestione separata, per cui il governo ha fatto dietrofront ma solo prorogando l’aumento non cancellandolo.

Ciò significa che effettivamente manca ancora qualsiasi tipo di modifica alla riforma pensioni nonostante si siano susseguite tantissime proposte, tra piani di uscita anticipata con prestito pensionistico o minimi pensione, sistema contributivo per tutti, uscita a quota 100, pensione anticipata a 62 anni con 35 anni di contributi e penalizzazioni, con staffetta generazionale e part time; aumento delle pensioni minime; tagli per riportare in equilibrio il sistema previdenziale attuale.

Bisognerebbe, però, mettere in atto quelle promesse annunciate finora che riguardano proprio i punti appena citati, sia perché è necessaria una maggiore flessibilità in particolare per determinate categorie di lavoratori anche per rilanciare l’occupazione, sia perché serve aumentare le pensioni minime considerando che si tratta in tantissimi casi di assegni sotto i 500 euro, cifra che oggettivamente non consente di vivere una vita dignitosa.

In discussione poi i piani di intervento del presidente dell’Inps Boeri, dal ricalcolo contributivo alla staffetta generazionale, le proposte flessibili del ministro del Lavoro Poletti e soluzioni per chi rischia di rimanere senza lavoro alle soglie della pensione, e le nuove proposte di Sacconi, sulla necessità di spingere le aziende a prepensionamento ma pagamento dei contributi fino al raggiungimento dei requisiti pensionistici normali e su una maggiore convenienza per il riscatto degli anni di laurea.

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il