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Pensioni donne e uomini Governo Renzi: riforma novità analisi e studi matematici e statistici cosa oggettivamente indcano

Continuano a susseguirsi novità sulla discussione della riforma pensioni Fornero: situazione attuale e ultimi dati che emergono da studi non proprio positivi




Continuano a susseguirsi novità sulla discussione della riforma pensioni Fornero tra nuove proposte, decreto previdenziale probabilmente a giugno, altre novità nella prossima Legge di Stabilità di settembre, notizie sulla mancanza di risorse economiche e piani per recuperare nuovi risparmi, e Lega pronta a presentare ricorso contro la sentenza della Consulta che ha dichiarato illegittimo il referendum che chiedeva la totale cancellazione della riforma Fornero. Tutto è ancora piuttosto confuso sul piano delle modifiche da attuare alla riforma pensioni attuali, ma piuttosto chiaro sulla situazione attuale e che porta alle sempre più richieste di intervento.

A confermare questa necessità recenti studi, stime e calcolo che fotografano un’Italia delle pensioni non proprio florida. Prima l’Fmi poi Ue ed Ocse hanno lanciato l’allarme di una spesa pensionistica italiana troppo elevata rispetto a quella degli altri Paesi europei, e per cui hanno chiesto tagli importanti. Il professor Brambilla ha sottolineato che nel 2012 la spesa pensionistica complessiva è stata di 311,1 miliardi di euro, ma considerando le pensioni, emerge che a fronte di 211,1 miliardi di pensioni pagate dall’Inps, sono stati versati contributi per 190,4 miliardi, con un disavanzo di 20,7 miliardi.

Ma ha anche precisato che le pensioni sono calcolate al lordo delle imposte e ciò significa che la spesa pensionistica effettiva è stata decisamente minore. Pesa, invece, l’assistenza, che ha un costo di ben 95 miliardi l’anno, tra pensioni di invalidità e altre forme di assistenza alle famiglie.

Secondo studio di un collaboratore del presidente Boeri Patriarca, cresce il popolo dei pensionati occupati, cioè coloro che hanno raggiunto le cosiddette baby pensioni ma continuano a lavorare, percependo così sia la propria pensione che lo stipendio mensile a scapito di possibilità di lavoro ai giovani, mentre gli ultimi dati del Censis stabiliscono che, a causa del sistema contributivo della legge Fornero, circa il 65% dei giovani occupati dipendenti che oggi hanno tra i 25 e i 34 anni avrà una pensione sotto i mille euro e si tratta di una stima ottimistica, considerando che riguarda i 3,4 milioni di giovani che oggi sono ben inseriti nel mercato del lavoro, con contratti standard.

Sono ben 890.000 i giovani tra 25 e i 34 anni con contratti di collaborazione o lavoratori autonomi, e poi ci quasi 2,3 milioni di Neet, che non studiano nè lavorano e che, secondo il Censis, saranno gli anziani poveri di domani.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il