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Nuovi contratti lavoro 2015 riforma Governo Renzi: da quando in vigore, tipologie e come funzionano

Il governo Renzi sta pensando a delle soluzioni normative per bloccare la possibilità di effettuare nuovi contratti a progetto, trovando anche le modalità di gestione di quelli già attivi.




L'obiettivo di questa manovra, secondo il Ministro del Lavoro Poletti è quello di promuovere la diffusione del contratto a tempo determinato a tutele crescenti. Sono previste modifiche anche sui contratti di apprendistato per i giovani, e la fissazione della scadenza massimo dei contratti a termine a 36 mesi.

Il nuovo contratto con tutele crescenti entra in vigore da Gennaio 2015 e sostituisce il vecchio contratto a tempo indeterminato, fermo restando la validità di quelli già in corso. Vengono previsti, per i primi tre anni, degli sgravi fiscali per i datori di lavoro. Tuttavia le principali caratteristiche riguardano l'applicazione dell'articolo 18 e le modalità di licenziamento.

Con i decreti attuativi del Jobs Act, in pratica, viene mantenuto il diritto al reintegro del lavoratore ingiustamente licenziato per tutti i casi di licenziamento discriminatorio, tuttavia esso non trova più applicazione se il licenziamento è avvenuto per motivi economici o disciplinari.

In caso di licenziamento per motivi economici aziendali, e se il giudice stabilisce l'illeggittimità, verrà riconosciuta al lavoratore un'indennità che non prevede il pagamento di oneri previdenziali, pari a due mensilità per ogni anno di servizio. Tale somma verrà calcolata sull'ultima retribuzione del dipendente.

Nelle piccole imprese, ovvero con un numero di dipendenti inferiori a 15, tale indennità è dimezzata e non potrà comunque superare le sei mensilità. Le tutele per i lavoratori tendono ad aumentare in base all'anzianità di servizio all'interno dell'azienda.

Una grande novità è rappresentata dalla cosiddetta conciliazione. Nel caso in cui il dipendente licenziato contesti il provvedimento, sarà possibili per le parti effettuare la procedura di conciliazione.

Sostanzialmente si configura come un indennizzo da parte dell'azienda a favore del dipendente, che può assumere un valore compreso tra le 2 e le 18 mensilità. L'indennizzo è esente dal pagamento di contributi ed IRPEF e qualora venga accettato conclude la procedura eliminando la possibilità di nuovi ricorsi.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il