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Partita iva ordinaria e nuovi minimi: tassazione, aliquote, condizioni. Come cambia, misure, regole ufficiali e come passare

Nel Consiglio dei Ministri in programma il Venerdì 20 Febbraio si discuterà sui provvedimenti da adottare riguardo alle Partite Iva. Vediamo i principali punti che saranno discussi.




Nel 2015 dovrebbe entrare in vigore il nuovo regime dei minimi, che prevede un imposta del 15% per i guadagni che vanno dalla cifra di 15 mila euro ad un massimo di 40 mila euro. Questo provvedimento ha provocato una rivolta da parte delle partite Iva, e cosi Venerdì il Governo discuterà sull'ipotesi di tornare al vecchio regime, cioè l'imposta del 5% sui guadagni che non superano la cifra di 30 mila euro. Una decisione che sembra sensata, tuttavia le partite Iva sono preoccupate, e la loro diffidenza non si scioglierà fino a quando non ci sarà la decisione definitiva del governo.

Un altro punto importante che riguarda le partite Iva, e che verrà discusso nel consiglio dei ministri, è quello del cambiamento dell'aliquota contributiva. La vecchia aliquota d'imposta applicata sui contributi versati dalle partite Iva era del 27, 72%, tuttavia già da quest'anno verrà innalzata fino al 30,72%, per poi arrivare entro il 2018 addirittura al 33,72%. Una situazione insostenibile., e anche questo provvedimento è stato duramente contestato dai rappresentanti delle partite Iva, e anche in questo caso il governo sta prendendo in considerazione l'ipotesi di prolungare l'applicazione del vecchio regime di tassazione (quindi il 27,72%). Tuttavia tutte queste incertezze non fanno bene a questa tipologia di lavoratori: infatti dall'inizio della crisi i soggetti in possesso di partita iva forse sono stati quelli più duramente colpiti, e a differenza di altre categorie di lavoratori non sono neanche stati protetti dal provvedimento dei famosi 80 euro. Quindi sembra davvero fuori luogo aumentare la tassazione nei loro confronti, e si spera che il governo ci ripensi.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il