Partita Iva nuovi minimi 2015 regime: come funziona, per chi, quando e come si pu˛ tornare al regime precedente anno scorso

La legge di stabilitÓ del 2015 ha introdotto alcune novitÓ in merito alla regolamentazione del regime dei minimi delle partite IVA, tuttavia sarÓ ancora possibile utilizzare il vecchio regime.

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Con la nuova normativa è previsto un aumento del costo dei contributi ed anche della tassazione IVA. Infatti il nuovo regime prevede l'aumento dell'aliquota dal 5% al 15% ed una separazione in base all'attività svolta dei limiti reddituali.

Per i professionisti viene fissato un limite di 15 mila euro annui di ricavi, mentre per i commercianti tale limite è fissato a 40 mila euro. La soglia per i professionisti è, tuttavia, suscettibile di un aumento a 20 mila euro, in modo tale da comprendere una porzione maggiore di contribuenti.

Sul lato dei contributi viene innalzata l'aliquota dal 27,2% al 30,72%, inoltre si tratta di un amento progressivo che porterà tale importo ad aumentare fino a raggiungere il suo limite massimo nel corso del 2018.

Non sono state poche le lamentele da parte delle associazioni di lavoratori autonomi, tanto che il Governo, con il decreto Milleproroghe del 2015 ha intenzione di permettere per quest'anno, di scegliere se applicare ancora il regime precedente.

I titolari di partita IVA potranno, quindi, optare ancora per un anno per l'applicazione delle vecchie norme. Queste norme prevedono un'aliquota forfettaria al 5% ed un costo per i contributi uguale a quello dell'anno passato.

Tuttavia chi volesse utilizzare questa possibilità dovrà rispettare alcuni limiti. Contrariamente, infatti, a quanto previsto dalle nuove norme si sarà ancora soggetti al limite di età fissato a 35 anni.

Anche i contributi, quindi, verranno calcolati, per chi si avvalga del vecchio regime, nella misura del 27% circa della base imponibile, grazie ad un emendamento sottoscritto da tutti i gruppi parlamentari.

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di Chiara Compagnucci pubblicato il