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Pensioni donne e uomini Governo Renzi: riforma, novità continuano proposte e annuci seppur senza soluzioni problemi più urgenti

Mancano ancora interventi necessari per correggere riforma pensioni Fornero, mancano le risorse ma continuano ad arrivare proposte di modifiche: le ultime novità




Sta diventando sempre più urgente la necessità di risolvere caso esodati e quota 96 della scuola, sempre più urgente offrire a questi lavoratori in grossa difficoltà una soluzione per correggere errori contenuti nella riforma pensioni Fornero; diventa anche necessario pensare a forme di tutela per quei lavoratori che ancora rischiano, alle soglie della pensione, di rimanere senza lavoro, e quindi senza stipendio ma anche senza pensione. Si tratta di casi sociali che meritano di essere chiusi ma mancano i soldi e i problemi crescono, perché insieme agli interessati a queste situazioni che chiedono giustizia, cresce anche il popolo di coloro che chiedono maggiore flessibilità in uscita e considerando i requisiti pensionistici Fornero troppo rigidi.

Ci sono infatti categorie di lavoratori, come usuranti e precoci, che sono stati fortemente penalizzati dall’entrata in vigore della legge Fornero e che, rispetto ad altri, meritavano, come del resto accadeva con le vecchie norme, di essere tutelati. Tra le novità e ultime notizie, la necessità anche di aumentare le pensioni minime , che talvolta sono anche sotto i 500 euro e che, chiaramente, non permettono di condurre una vita dignitosa. Si tratta, dunque, di interventi necessari per problemi noti da tempo ma ancora in attesa di soluzioni e nonostante sembra sia tutto in stallo, a causa della mancanza di risorse economiche necessarie, continuano ad arrivare proposte di modifica.

E non solo piani di uscita anticipata, tra cui continuano ad essere ‘privilegiati’ prestito pensionistico e staffetta generazionale che non richiedono ulteriori risorse e non modificano età e contributi della legge Fornero, ma anche l’estensione di un bonus di mille euro annui a coloro tra lavoratori, pensionati e incapienti che guadagno meno di 40mila euro annui (proposta della Cisl), e, come avanzato da Sacconi, convenienza per il riscatto degli anni di laurea e, nel caso di accordi tra azienda e dipendente sull’uscita anticipata, sistemi che garantiscano da parte dell’azienda il pagamento dei contributi previdenziale fino al raggiungimento dei normali requisiti pensionistici.

Secondo Sacconi questi interventi, considerati indispensabili, permetterebbero di aumentare il risparmio previdenziale e quindi l’importo della pensione e sostenere o chi vuole andare in pensione prima ma non ha ancora maturato i requisiti necessari o chi rimane senza lavoro ma non ha i contributi sufficienti. Accanto ad essi, dovrebbe essere messa a punto quella soluzione strutturale che il ministro del Lavoro Poletti aveva annunciato già lo scorso anno, che sarebbe servita a tutti e risolvere definitivamente la questione esodati ma che, come altri piani di intervento pensionistico, sembra essere caduta nel dimenticatoio.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il