BusinessOnline - Il portale per i decision maker








Pensioni vecchiaia e anzianità Governo Renzi: riforma ,novità dopo primo anno dichiarazioni e proposta Poletti, Boeri, Madia

Posizioni ministri e ultime dichiarazioni su interventi riforma pensioni Fornero: la situazione dopo un anno di governo Renzi e prospettive




Il ministro dell’Economia Padoan tace e continua a ribadire la sua contrarietà ad ogni intervento sulla riforma pensioni Fornero, confermando la posizione che sin dall’insediamento del governo e dalle prime discussioni previdenziali aveva reso nota. Il ministro dell’Economia continua a ritenere che in Italia non siano ancora maturi i tempi per abbassare l’età per tutti, che sia indispensabile mantenere la legge pensionistica attuale così com’è perché nonostante rigidità ed errori, è l’unica che riesce ad assicurare sostenibilità economica al Paese e risparmi consistenti.

A distanza di un anno, pur essendosi susseguite ipotesi e proposte di intervento sulle pensioni, le novità sono ancora scarse e le ultime notizie piuttosto confuse. La situazione, infatti, è in stallo, nulla di quanto proposto è stato fatto, si parla sempre delle solite idee di uscita anticipata e flessibile per tutti, da prestito pensionistico, a uscita a quota 100, a pensione anticipata a 62 anni con 35 anni di contributi e penalizzazioni, a staffetta generazionale , ma senza arrivare ad una loro approvazione. E’ un anno, per esempio, che si parla di staffetta generazionale, e part time, il ministro della P.A. Marianna Madia l’aveva anticipato questo sistema l’estate scorsa quando si iniziò a definire la nuova riforma della P.A., ma poi è stato dimenticato.

E’ tornato in discussione qualche settimana fa, da tanti considerata una delle modifiche più fattibili per cambiare la riforma pensioni, ma nuovamente bloccata in Parlamento. L’unica novità confermata dalla Madia sulle pensioni è il nuovo divieto per i lavoratori in pensione di assumere incarichi di consulenza o altri dopo il raggiungimento della pensione, misura a sostegno di un ricambio generazionale a lavoro, nonché di una ristrutturazione di equità nel sistema pensionistico attuale, dove, come del resto ha confermato il nuovo presidente dell’Inps Boeri, vi sono “iniquità pazzesche”.
 
E a questo scopo Boeri ha annunciato l’avvio di una riforma della governance dell’Inps, che dovrebbe muovere i primi passi a breve, e la possibilità di ricalcolo per tutti. Si tratterebbe dell’applicazione di quel prelievo di solidarietà già paventato da Renzi sulle pensioni più ricche. Boeri pone l’asticella dai tremila euro in su da ‘colpire’ con aliquote progressive in modo da recuperare nuove risorse per nuovi interventi pensionistici e per rendere il sistema previdenziale più equo e sostenibile.

E il ministro del Lavoro, Giuliano Poletti, che solo due giorni fa ha nuovamente confermato che il governo si prepara a rivedere la riforma pensioni con l’obiettivo di introdurvi nuovi elementi di flessibilità in uscita per tutti, sul piano di ricalcolo contributivo sulle pensioni d'oro di Boeri ha precisato che quando arriverà il momento si discuterà su tutto, ricalcolo contributivo compreso, dunque.

Ti è piaciuto questo articolo?




Commenta la notizia



Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il