BusinessOnline - Il portale per i decision maker








Riforma scuola Governo Renzi 2015: novità e misure ufficiali e in discussione per Consiglio Ministri 3 Marzo in decreto e ddl

Slittano a martedì prossimo 3 marzo il decreto legge con le misure urgenti e il ddl con le misure della riforma della Scuola. I provvedimenti




Slitta a martedì prossimo 3 marzo il Consiglio dei Ministri inizialmente in programma per venerdì prossimo 27 febbraio e che avrebbe dovuto decidere sulla nuova riforma della Scuola. Il premier Matteo Renzi ha inviato una lettera ai parlamentari Pd, chiedendo un confronto al partito per fare un punto della situazione sulle principali riforme di scuola, fisco, Rai, ambiente. Slittano, dunque, a martedì prossimo il decreto legge con le misure urgenti e il ddl con le misure di più ampio respiro sulla scuola.

I punti in discussione restano comunque quelli finora annunciati e presentati, a partire dall’assunzione di 150mila precari della scuola, i primi dei quali verranno reclutati tra le fila di coloro che negli ultimi anni hanno fatto supplenze e poi da coloro risultati idonei dallo scorso concorsone del ministro Profumo. Per la loro stabilizzazioni servono miliardi di euro che il ministro dell’Economia Padoan si è affrettato a confermare che ci sono.

Le sue parole sono servite per tranquillizzare tutti coloro che di fronte a certe cifre necessarie temevano non ci fossero e che quindi slittassero ancora le assunzioni promesse. Insieme alle assunzioni, previsto il potenziamento dell’alternanza scuola-lavoro per istituti tecnici e professionali, dell’insegnamento di materie come musica, storia dell’arte, lingue straniere. Cambia il piano di formazione e reclutamento dei docenti, le assunzioni avverranno esclusivamente tramite un solo concorsone e novità saranno previste su scatti di anzianità.

Altri temi del decreto legge, quello che riguarda l'organico funzionale: ogni scuola avrà un organico stabile e lo organizzerà al meglio; il preside avrà un nucleo di insegnanti con cui costruire una sorta di squadra di lavoro, e quello della valutazione, del merito e della carriera dei docenti. Gli aumenti stipendiali saranno legati per il 30% all'anzianità di servizio (oggi questo criterio vale il 100%) e per il restante 70% per il merito, secondo criteri che devono essere ancora definiti, in modo da stabilire la retribuzione in base a elementi valutativi dell'attività svolta in aula. Resta, intanto, ancora aperta la questione dei quota 96 della scuola e si attende una soluzione definitiva per il loro pensionamento.

Ti è piaciuto questo articolo?




Commenta la notizia



Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il