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Pensioni vecchiaia e anzianità riforma Governo Renzi: novità decreto previdenza per quota 100, contributivo, prestito, staffetta

Potrebbe essere discusso a giugno il nuovo decreto previdenziale di cui parla da tempo: ma sarà la volta buona? Probabili misure e situazione attuale




Molti aspettavano di tornare a discutere di questione previdenziale già dall’inizio di questo 2015, con la presentazione di quel decreto previdenziale che avrebbe dovuto contenere innanzitutto tagli e revisione di baby pensioni, pensioni di invalidità e di reversibilità, e tagli alle pensioni integrative, misure annunciate già mesi fa dal premier Renzi d’accordo con i suoi consiglieri economici. Nulla, però, ancora finora è stato fatto in merito ma si inizia a profilare la possibilità che questo decreto tanto atteso arrivi per il prossimo mese di giugno o venga rimandato alla prossima Legge di Stabilità di settembre.

Ma insieme a quel piano di tagli annunciato dovrebbe contenere anche novità per quanto riguarda sistemi di uscita anticipata e flessibile per tutti. Si spinge da mesi sull’approvazione di uno di quei sistemi che, tra quota 100, prestito pensionistico o mini pensione, staffetta generazionale o part time, o sistema contributivo, possa permettere la pensione anticipata ai lavoratori più anziani, permettendo al tempo stesso la liberazione di posti di lavoro in cui assumere nuovi giovani.

Questo meccanismo porterebbe dunque al duplice beneficio di permettere il prepensionamento a chi non riesce a rimanere a lavoro fino alla maturazione dei rigidi requisiti richiesti dalla riforma Fornero e nuova spinta all’occupazione giovani, che gioverebbe certamente all’economia italiana, considerando i livelli allarmanti di disoccupazione che ancora si registrano nel nostro Paese. Ma ci sono ancora diversi problemi da superare: innanzitutto la contrarietà del ministro dell’Economia Padoan da sempre sfavorevole a interventi sulla legge pensionistica attuale e poi la mancanza di risorse economiche necessarie per eventuali interventi.

O meglio, bisogna fare i contri più che con la mancanza di soldi, che ci sono considerando che saranno investiti per la scuola considerata prioritari, con la volontà politica di intervenire realmente sulle pensioni, considerando che se fino a qualche tempo fa sembrava esserci l’intenzione di lavorarci, oggi probabilmente il coraggio di modificare una riforma capace di garantire ben 80 miliardi di euro di risparmi ancora non c’è. Del resto, il ministro del Lavoro Poletti ha proprio parlato di un capitolo delicato, per cui serve particolare attenzione senza però, ancora una volta, definire eventuali tempi di cambiamenti concreti.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il