L'Iran venderà petrolio in euro invece che in dollari

L'Iran ha deciso di 'calcolare' in euro, anziché in dollari, le sue entrate dalla vendita di petrolio e altre transazioni con l'estero ai fini del bilancio dello Stato



L'Iran ha deciso di "calcolare" in euro, anziché in dollari, le sue entrate dalla vendita di petrolio e altre transazioni con l'estero ai fini del bilancio dello Stato. Lo ha annunciato il portavoce del governo, Gholamhossein Elham, sottolineando che ciò consentirà a Teheran di affrancarsi dal "monopolio del dollaro". Ma il governatore della Banca centrale, Ebrahim Sheibani, ha controbattuto qualche ora dopo affermando che le operazioni non avverranno effettivamente tutte in euro, bensì in "molte valute". E quindi, pare di capire, anche in quella Usa.

"Procederemo a questo cambiamento (cioé al ricalcolo, ndr) anche relativamente ai fondi iraniani all'estero", ha affermato Elham, aggiungendo che l'Alto consiglio per l'economia del Paese ha approvato una disposizione che ingiunge a tutte le organizzazioni governative di "aprire a partire d'ora in poi i loro conti in euro". Dichiarazioni che non permettono di stabilire se verrà cambiata anche parte dei capitali iraniani già esistenti in dollari presso banche estere. In serata il governatore Sheibani ha corretto il tiro.

"Nel nostro sistema di pagamenti - ha detto - useremo molte valute, e non solo l'euro, in linea con i nostri interessi nazionali". "Anche alcune banche straniere - ha aggiunto il governatore - hanno chiesto all'Iran di usare l'euro, insieme ad altre valute, nelle transazioni del Paese". Le interpretazioni di questa mossa sono molteplici. C'é chi pensa a un annuncio di carattere politico, nell'ambito del confronto in corso con gli Stati Uniti a proposito del programma nucleare della Repubblica islamica. Chi lo interpreta semplicemente come una decisione di bilanciare il paniere delle riserve in valuta straniera - che l'anno scorso raggiungeva quasi i 40 miliardi di dollari - di fronte alla tendenza al ribasso della moneta americana. E a preoccupare Teheran sono anche le crescenti pressioni finanziarie da parte degli Stati Uniti sul sistema bancario internazionale perché riduca le operazioni con l'Iran.

Della possibilità di convertire in dollari le transazioni estere si discute da tempo a Teheran, sia in Parlamento sia nel governo del presidente Mahmud Ahmadinejad. Il ministro dell'economia, Davud Danesh Jafari, aveva detto già un mese fa che la Repubblica islamica avrebbe condotto le sue operazioni con l'estero "in altre divise rispetto al dollaro", poiché ogni transazione in valuta americana nel mondo deve passare sotto il controllo delle autorità finanziarie americane. Saderat.

"Sui dettagli di questi annunci - sottolinea un diplomatico europeo che opera negli scambi commerciali con Teheran - non si sa nulla. Non siamo a conoscenza di alcuna direttiva per la loro applicazione. Potrebbe quindi trattarsi di una presa di posizione politica, alla vigilia di decisioni importanti". Alla vigilia, cioé della possibile approvazione da parte delle grandi potenze di sanzioni contro l'Iran per il suo rifiuto di sospendere l'arricchimento dell'uranio, come gli ha chiesto di fare il Consiglio di Sicurezza dell'Onu. "L'obiettivo dell'Iran - dice invece un altro analista straniero - è probabilmente quello di riequilibrare il paniere delle proprie riserve. Tecnicamente, se lo vuole, può già incassare euro dalla vendita di petrolio. Se però lo stia facendo, lo farà e quando, non si sa".

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di Marcello Tansini Fonte: pubblicato il