Pensioni donne e uomini Governo Renzi: riforma, novità ostacoli ad interventi e modifiche proposte indicato da Corte dei Conti

Corte dei Conti blocca ipotesi di applicazione del contributivo di solidarietà su pensioni d’oro: le novità e uniche possibilità di modifica pensioni

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La proposta di modificare la riforma pensioni applicando il contributo di solidarietà alle cosiddette pensioni d'oro continua a far discutere: dopo essere stato proposto dal premier Renzi, d’accordo con i suoi consiglieri economici, pensato per accumulare nuovi risparmi da reinvestire nelle pensioni stesse, è stato avanzato nuovamente dal presidente dell’Inps, Tito Boeri, sotto forma di ricalcolo contributivo per tutti coloro che percepiscono elevati assegni mensili risultati, in parte, del vecchio metodo retributivo. Ma questa proposta, come confermano le novità e ultime notizie, torna di nuovo alla Corte Costituzionale che dovrà valutarne il profilo di legittimità, dopo il primo stop già ricevuto nel 2013.

E’ la Corte dei Conti a rimandare la questione alla Consulta, dopo aver accolto il ricorso di un gruppo di ex magistrati, docenti, dirigenti e ufficiali. Il problema è ancora quello di qualche ano fa: la Corte dei Conti ha spiegato che ‘il contributo di solidarietà, una tassa per i cosiddetti pensionati d’oro, scontava un vizio di incostituzionalità perché, citando la prima sentenza della Corte Costituzionale, si configurava come una decurtazione patrimoniale definitiva con acquisizione al bilancio statale del relativo ammontare. E anche se i soldi del contributo restano all’Inps non fa differenza, trattandosi di un ente strumentale dello Stato.

L’applicazione del prelievo, dunque, secondo la Corte dei Conti, violerebbe due articoli della Costituzione, il 3 sull’uguaglianza, e il 53 sulla capacità contributiva. Questo il motivo per cui probabilmente sarà di nuovo allontanato come ipotesi di modifica e con lui anche la possibilità di mettere da parte nuovi risparmi che servirebbero per modificare le pensioni.

Per permettere, dunque, maggiore flessibilità l’unica strada da percorrere resterebbe quella di mettere in atto quei piani di uscita anticipata come prestito pensionistico o mini pensione o staffetta generazionale che non richiedono ulteriori risorse e non modifica età e contributi della riforma pensioni Fornero.

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di Chiara Compagnucci pubblicato il
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