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Pensioni Governo Renzi riforma ultime notizie: contributivo, quota 100, prestito in nuova legge popolare depositata non presenti

Nulli ancora gli interventi del governo Renzi sulla riforma pensioni e le novità non sono certo positive: nuova proposta dalla Cisl. Cosa prevede




Tanti i delusi, tanti gli indignati dal lavoro, nullo, del governo Renzi sulla riforma pensioni Fornero. Le novità e ultime notizie non riportano interessanti presupposti per interventi nell’immediato futuro, tutt’altro. Dopo le dichiarazioni recenti del ministro dell’Economia Padoan che ha assicurato la presenza di risorse necessarie per la stabilizzazione dei precari della scuola, 150mila, entro il prossimo settembre, e stiamo parlando di un miliardo di euro per quest’anno e di ben tre per i prossimi, si sono levate polemiche chiaramente attese. Solo qualche settimana fa, infatti, era stato detto, proprio da Mef insieme al ministro del Lavoro Poletti, che mancavano le risorse economiche necessarie per intervenire sulle pensioni, ma invece ci sono e saranno impiegate per interventi che evidentemente vengono considerati prioritari rispetto a quelli previdenziali.

Il motivo delle polemiche è piuttosto chiaro perché come si fa a considerare prioritari interventi rispetto a 4mila persone, che sarebbero gli appartenenti alla quota 96 della scuola, che sono ancora a lavoro dopo aver maturato da ben tre anni i loro requisiti pensionistici, a causa di un errore della riforma pensioni Fornero? Come si fa a considerare prioritaria la scuola quando vi è un esercito di pensionati italiani che non riesce a vivere perché percepisce meno di 500 euro al mese? Come si fa a non considerare prioritaria la situazione di persone che hanno iniziato a lavorare da giovanissime o svolgono mansioni talmente pesanti, sia fisicamente che mentalmente (precoci e usuranti) che difficilmente riescono a raggiungere gli attuali requisiti di accesso alla pensione?

Eppure è così: le risorse disponibili vengono impiegate per assunzioni della scuola e spese militari e per le pensioni non resta che valutare le ipotesi di uscita anticipata con questi sistemi, come prestito pensionistico o staffetta generazionale per cui non sarebbe necessario l’impiego di risorse aggiuntive e che, tra l’altro, non toccano anzianità contributiva e età anagrafica richieste dalla legge Fornero. Ma si tratta di piani che sembrano essere stati dimenticati da quegli stessi sindacati che finora si sono battuti con forza perché venissero approvati permettendo una maggiore flessibilità in uscita per tutti.

A dimostrarlo la nuova legge di iniziativa popolare presentata dalla leader della Cisl Furlan che verte essenzialmente sulla necessità di rendere il fisco più equo, con possibilità di garantire a tutti coloro che percepiscono redditi sotto i 40mila euro lordi un bonus fiscale da mille euro, valido per pensionati, dipendenti e incapienti. L’estensione di tale bonus a queste categorie di persone potrebbe essere possibile applicando un prelievo di solidarietà sulle pensioni più ricche, riuscendo ad accumulare così nuovi risparmi da reimpiegare.

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il