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Pensioni donne, anzianità, uomini riforma Governo Renzi: novità per tutti e modifiche consigliati da Forum Casse Previdenza

La riforma pensioni Renzi passa dalla flessibilità ovvero dalla possibilità da concedere ai lavoratori di congedarsi quando lo ritengono opportuno.




Prosegue il dibattito sulla riforma pensioni. Novità e ultime notizie non arrivano solo dalle aule parlamentari, ma anche dal dibattito degli esperti del settore. Nel corso del forum "Il futuro delle libere professioni e il ruolo delle Casse di previdenza", dottori commercialisti ed esperti contabili hanno fatto il punto sulla questione previdenziale dei professionisti. Fra i più critici Cesare Damiano, presidente della Commissione Lavoro della Camera dei deputati, secondo cui il governo Renzi "non ha compiuto un'azione positiva" con l'innalzamento della tassazione a carico delle casse previdenziali e la previdenza complementare.

In ogni caso la parola d'ordine più ripetuta è stata flessibilità per consentire ai lavoratori di andare in pensione quando lo ritengono opportuno. Il sottosegretario alla Giustizia Cosimo Maria Ferri ha tirato il ballo la questione della sostenibilità economica della riforma, ma anche i principi di equitá e di solidarietà fissati anche nella Costituzione. L'indice è stato puntato contro le pensioni d'oro: "Il problema esiste, in particolare in un momento di forte crisi come quello che stiamo attraversando: spiegare l'erogazione di certe cifre a chi oggi ottiene pensioni minime appare certamente difficile".

In questo contesto di incertezza, l'aspetto positivo è rappresentato dalle buone notizie arrivate a livello comunitario. L'Italia si è infatti salvata dalla procedura per debito eccessivo dalla Unione Europea e ha ottenuto il via libera alla legge di stabilità più il plauso per le riforme. Tuttavia resta sorvegliata speciale per quegli squilibri eccessivi, tra cui spicca il debito elevato. Il ministro dell'Economia Pier Carlo Padoan non ha nascosto la sua esultanza: "Premiati i nostri sforzi". Tanto per avere un confronto, la vicina Francia se l'è cavata a caro prezzo: due anni in più per riportare il deficit sotto il 3%, ma obiettivi monitorati ogni due mesi.

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il