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Tfr anticipato, indennitÓ disoccupazione, nuovi contratti,partita iva minima e ordinaria 2015: come funzionao,dal 2 Marzo iniziano

Le novitÓ del Jobs Act cambiano le regole del lavoro e il dietrofront del governo Renzi sul nuovo regime dei minimi: cosa cambia




Le novità del Jobs Act cambiano le regole del lavoro e il dietrofront del governo Renzi sul nuovo regime dei minimi per chi decide di aprire una Partita Iva quest’anno dà ancora la possibilità di poter acceder al vecchio con condizioni fiscali decisamente più convenienti. Sono tanti gli interventi in materia di lavoro e fisco approvati in queste ultime settimane dal governo Renzi. Vediamo quali sono e cosa cambia.

Partita Iva 2015: Sono stati tantissimi i lavoratori che avevano in programma di avviare un’attività a fare la corsa, sul finire del 2014, per aprire la Partita Iva aderendo al vecchio regime dei minimi, visto che la Legge di Stabilità stava cambiando le condizioni per accedere al regime dei minimi. Ma considerando le polemiche che si sono levate, il governo Renzi ha fatto marcia indietro sull’applicabilità del nuovo regime dei minimi, prorogando ancora fino al 31 dicembre 2015 la possibilità per i lavoratori di aderire al vecchio regime dei minimi. Ad annunciare la novità il ministro dell’Economia Padoan. Ciò significa che fino a fine anno i lavoratori autonomi e i professionisti, in base a esigenze e attività da avviare, potranno scegliere se aderire al vecchio regime dei minimi, con aliquota al 5% per ricavi fino a 30mila euro per tutti, possibile per cinque anni o fino al compimento del 35esimo anno di età, o al nuovo, un’aliquota al 15% per guadagni compresi tra i 15 e i 40mila euro senza limiti temporali o anagrafici.

Tfr anticipato: Dal prossimo mese di marzo, via alla richiesta del Tfr in busta paga, che sarà sottoposto a tassazione ordinaria e ciò significa che sulla quota del Tfr che si riceverà mensilmente in busta paga si pagheranno tasse più alte rispetto a quello che si avrebbe alla fine del rapporto lavorativo. Il progetto è sperimentale e vale per tre anni. Possono richiedere il Tfr in busta paga i lavoratori dipendenti privati, che hanno un contratto in corso da almeno 6 mesi, mentre non possono farne richiesta i dipendenti pubblici e quelli di aziende in ristrutturazione o con dipendenti in cassa integrazione. Ricordiamo che la quota di Tfr del mese arriva direttamente in busta paga, non viene messa da parte.

Nuovi contratti: Sospiro di sollievo tirato da tantissimi lavoratori italiani, ma non solo. E’ stato approvato il decreto attuativo del Jobs Act che permette dal prossimo primo marzo l’entrata in vigore ufficiale del nuovo contratto unico a tutele crescenti a tempo indeterminato, che permetterà alle aziende e alle imprese di assumere a tempo indeterminato usufruendo di sgravi contributivi per tre anni. Ciò significa che per i primi tre anni di assunzione non saranno le aziende a pagare i contributi previdenziali del lavoratore ma lo Stato. Diminuiscono poi le forme contrattuali, vengono aboliti i contratti di collaborazione a progetto, i cosiddetti co.co.pro che resteranno in vita fino ad esaurimento di quelli in esere per poi scomparire del tutto a partire dal primo gennaio 2016, mentre restano i contratti a termine per un tempo massimo di 36 mesi. Per quanto riguarda i licenziamenti collettivi, quelli restano e nel caso del contratto a tutele crescenti non è previsto il reintegro, ma un indennizzo economico in base all'anzianità di servizio. Il reintegro è previsto solo nel caso di licenziamenti discriminatori o disciplinari, ma in quest’ultimo caso solo se si dimostra che il licenziamento è stato sbagliato.

Indennità disoccupazione: Al via i nuovi ammortizzatori sociali, Dis cool, Naspi e Asdi. Vediamo cosa prevedono e a chi sono indirizzati. Il Dis-Coll è il nuovo sussidio di disoccupazione per i disoccupati iscritti alla gestione separata dell’Inps e CoCoPro, collaboratori coordinati e continuativi e a progetto, vale fino al 31 dicembre 2015, e prevede l’erogazione di un assegno pari al 75% del reddito medio mensile nei casi in cui il reddito mensile sia pari o inferiore a 1.195 euro mensili nel 2015, ma non può comunque superare i 1.300 euro nel 2015. Il Dis-Cool ha una durata massima di 6 mesi. Dal primo maggio al via la nuova Naspi, Assicurazione Sociale per l’impiego, che può essere richiesta da lavoratori dipendenti privati a tempo indeterminato e a termine e da quelli pubblici assunti a termine; da chi ha maturato almeno 13 settimane di contributi negli ultimi 4 anni di lavoro e 18 giornate effettive di lavoro negli ultimi 12 mesi. La Naspi avrà una durata massima di 18 mesi, sarà erogata mensilmente dall'Inps per importi massimi di 1.300 euro al mese. Se conclusa la Naspi il lavoratore fosse ancora disoccupato, potrà ancora usufruire, per altri sei mesi, dell’Asdi, nuovo Assegno di disoccupazione, che prevede l’erogazione di un assegno di importo pari al 75% dell’ultimo assegno Naspi, può essere chiesto se sono stati maturati almeno 3 mesi di contributi dal primo gennaio dell'anno precedente o un mese nell'anno in cui si perde il lavoro.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il