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Pensioni Governo Renzi riforma ultime notizie: scontro nel Pd tra maggioranza e minoranza è sempre più duro per modifiche

Quali conseguenze avrà sulla riforma pensioni Renzi lo scontro interno al Partito Democratico? Quali sono le novità da mettere in conto?




Non c'è uniformità di vedute all'interno del Partito Democratico sul modo di governare. Le ripercussioni coinvolgono anche la riforma pensioni Renzi, rispetto a cui ci sono due posizioni ben distinte all'interno del principale partito dell'esecutivo. Come riferiscono le ultime notizie, da una parte c'è quella che fa direttamente riferimento al premier Matteo Renzi che non considera una priorità la revisione delle norme della previdenza. L'atteggiamento è condiviso dal ministro dell'Economia Pier Carlo Padoan, contrario a modificare la legge Fornero, strategica per assicurare risparmi allo Stato.

Dall'altra c'è una minoranza battagliera e molto variegata che va dall'ex segretario Pier Luigi Bersani a Pippo Civati, che invoca risposte concrete dal punto di vista sociale. In particolare c'è Cesare Damiano, presidente della commissione Lavoro della Camera dei deputati, sostenitore della riforma pensioni nel segno della flessibilità. L'esponente del PD aveva già proposto un disegno di legge con cui consentire il congedo dal lavoro a 62 anni di età con 35 anni di contributi e l'applicazione di una tabella di incentivi e disincentivi sulla base dell'effettiva età del ritiro. I contrasti si trascinano da tempo e coinvolgono anche il Jobs Act.

Fra le misure inserite nella riforma del lavoro c'è l'aumento delle tutele per la maternità delle lavoratrici con un conteggio più flessibile del periodo di astensione obbligatoria, soprattutto in caso di parto prematuro o di ricovero del neonato. Di più: è stato esteso l'arco temporale di fruibilità del congedo parentale: dagli attuali 8 anni di vita del bambino si passa a 12. Quello parzialmente retribuito (30%) è stato portato dai 3 anni di età del bambino a 6 anni; quello non retribuito dai 6 anni di vita del bambino ai 12 anni. Così per i casi di adozione o di affidamento (potranno usufruirne anche i padri con contratti diversi da quelli dipendente). Resta comunque invariata la durata complessiva del congedo.

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il