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Partita iva nuovo e vechcio regime dei minimi, ordinaria 2015: tassazione, aliquota, spese detraibili. Novità questa settimana

Come funzionano vecchio e nuovo regime dei minimi e spese deducibili per chi ha una Partita Iva: informazioni e tutto ciò che si deve fare




Il governo Renzi ha deciso di prorogare fino al 31 dicembre 2015 la possibilità per professionisti e lavoratori autonomi che decidono di aprire una partita Iva di aderire al vecchio regime dei minimi con un regime fiscale agevolato al 5% purchè ricevano compensi fino a 30mila euro ma permane il vincolo di adesione a questo regime per cinque anni o fino al compimento del 35esimo anno di età. Ciò significa che ancora per quest’anno i lavoratori potranno scegliere se aderire al vecchio regime dei minimi o al nuovo, che prevede invece un’aliquota di tassazione al 15% per compensi compresi tra i 15 mila e i 40 mila euro, a seconda dell’attività che svolge, senza limiti temporali o anagrafici.

L'Inps con una nuova circolare ufficiale ha spiegato che coloro che decidono di aderire al nuovo regime dei minimi 2015 non sono obbligati a versare la quota fissa; la contribuzione alla gestione previdenziale viene definita in percentuale rispetto al reddito forfettario, senza l’applicazione del minimo imponibile. Resta, inoltre, bloccata al 27,72% l’aliquota contributiva per gli iscritti alla gestione separata Inps con partite Iva.

Aperta una Partita Iva, si possono detrarre e dedurre diverse spese, in regime ordinario. Le spese sostenute da detrarre devono essere documentate, per cui bisogna conservare fatture intestate al soggetto, gli scontrini fiscali e documenti che provino i movimenti effettuati sul conto corrente bancario; per le spese relative agli immobili, nel caso in cui il professionista acquisti un immobile a uso studio o ufficio rientrante nelle categorie catastali per uso attività strumentale, la deduzione si applica tramite delle quote di ammortamento annuali e il costo sarà interamente deducibile.

Si possono dedurre anche le spese effettuate per l’acquisto di prodotti tecnologici, deducibili all’80%; le spese relative al vitto e all’alloggio (deducibili al 75%) se il totale delle spese sostenute nel corso dell’anno non superano il 2% dei compensi percepiti nello stesso arco di tempo; e le spese per la formazione professionale, compresi master, corsi, convegni, dottorati; e su fondi pensione.

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il