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Pensioni donne, vecchiaia, uomini riforma Governo Renzi: novità su sicurezza sistema assai preoccupanti da rapporto internazionale

Ancora uno studio che evidenzia l’andamento negativo del nostro sistema previdenziale: come bisogna modificare la riforma pensioni Fornero e novità necessarie




Dopo mesi di difesa e tutela della riforma pensioni Fornero, soprattutto da parte di quel ministro dell’Economia Padoan che continua a dirsi contrario ad ogni intervento sulla legge pensionistica attuale, legge che ha resto il sistema pensionistico italiano attuale tra i più forti d’Europa, arrivano le prime smentite in merito. Le novità e ultime notizie riportati dall’analisi condotta da Natixis Global Asset Management su 150 paesi a livello globale sulla sicurezza finanziaria post-pensionamento e sul raggiungimento delle proprie aspettative dopo l’età pensionabile, riportano infatti una situazione di incertezza diffusa, e peggio va nella nostra Italia, dove il nostro sistema previdenziale risulta decisamente poco sostenibile e incapace di garantire una pensione adeguata domani ai lavoratori di oggi.

Addirittura i giovani 30enni di oggi rischierebbero di non maturare proprio la pensione o di essere i cosiddetti poveri di domani, considerando il precariato attuale, i redditi meno bassi e il sistema contributivo imposto a tutti dalla riforma pensioni attuale. Antonio Bottillo, Country Head per l’Italia di Natixis Global Asset Management, spiega che “Gli individui dovranno fare di più per provvedere alle proprie risorse dopo il pensionamento. Dobbiamo quindi aiutare i risparmiatori a prendere coscienza di questa situazione e sostenerli a fare il più possibile in modo che possano garantirsi una sicurezza finanziaria. Se la capacità dei governi di provvedere al benessere dei propri pensionati è limitata o compromessa, la responsabilità cadrà inevitabilmente altrove. Lavoratori, risparmiatori e investitori sono chiamati così ad assumersi un maggiore impegno individuale”.

Questi ultimi dati che, collocando l’Italia al 29esimo posto nella classifica dei 30 della Natixis Global Asset Management, mostrano una chiara situazione negativa si affiancano a quelli già resi noti, per esempio dal Censis, secondo cui, a causa del sistema contributivo della nuova riforma pensioni, circa il 65% dei giovani occupati dipendenti che oggi hanno tra i 25 e i 34 anni avrà una pensione sotto i mille euro e si tratta di una stima ottimistica, considerando che riguarda i 3,4 milioni di giovani che oggi sono ben inseriti nel mercato del lavoro, con contratti standard.

Vi è anche un esercito di ben 890.000 giovani tra 25 e i 34 anni con contratti di collaborazione o lavoratori autonomi, e poi ci quasi 2,3 milioni di Neet, che non studiano nè lavorano e che, secondo il Censis, saranno gli anziani poveri di domani.  A questo si aggiunge l’analisi secondo cui a pesare sui conti dell’Inps non sono le pensioni, ma l’assistenza, che pesa per 95 miliardi l’anno, 77 dei quali della cassa integrazione e i 17,7 miliardi delle pensioni di invalidità e altre forme di assistenza alle famiglie.
 

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il