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Pensioni Governo Renzi riforma ultime notizie: situazione settimana, tra significative aperture e ridimensionamenti attese

Prossimi incontri probabilmente in programma, nuove aperture Ue, e nuove proposte di modifica alla riforma pensioni Fornero. Le novità




Si è appena conclusa una settimana piuttosto importante per quanto riguarda eventuali interventi sulla riforma pensioni, tra un susseguirsi di novità e ultime notizie sia positive che negative, a partire dall’ok dell’Ue al piano della Grecia, anche se resta il veto all’aumento di pensioni e salari, per cui bisognerà ancora portare avanti un programma di tagli. La stessa Ue ha giudicato favorevolmente conti e misure della Legge di Stabilità ma, secondo fonti autorevoli, è ancora contraria a qualsiasi modifica sulle pensioni, come ribadito più volte e confermato dal ministro dell’Economia Padoan che continua a sostenere che bisogna mantenere l’attuale legge pensionistica esattamente così com’è almeno fino a quando non saranno maturi i tempi per abbassare l’età pensionabile per tutti.

Arrivano intanto notizie che vogliono in programma un nuovo incontro tra il ministro del Lavoro, Giuliano Poletti, e il presidente dell’Inps, Tito Boeri, che potrebbe rivelarsi importante e decisivo per definire interventi condivisi sulla riforma pensioni Fornero. Anche se ci sono problemi economici da superare: mancano infatti i soldi per intervenire sulle pensioni come si vorrebbe e quel piano di ricalcolo contributivo proposto proprio dal presidente Boeri potrebbe presto tramontare, considerando che la Corte dei Conti sembra aver posto uno stop alla misura rimandandola di nuovo al giudiziose della Consulta che già qualche tempo fa aveva giudicato il provvedimento illegittimo.

Per porre fine alle iniquità del nostro sistema previdenziale e per accumulare nuovi risparmi necessari per cambiare qualche parte della Legge Fornero,  Boeri pensava di applicare un prelievo, solo per le pensioni in parte calcolate con vecchio metodo retributivo, di circa il 20-30% sulla sola differenza tra l'assegno pieno e i contributi versati, che avrebbe dovuto colpire le pensioni dai 3mila euro in su, ma probabilmente questa misura verrà meno. Si tratta, tuttavia, di una mancanza di soldi che non ci sarebbero per interventi sulle pensioni ma le risorse in realtà ci sono, destinate ad altri provvedimenti, dalle spese militari alla stabilizzazione dei precari della scuola, per cui proprio il ministro Padoan ha annunciato un miliardo di euro per quest’anno.

E’ dunque necessario capire se si tratti della mancanza della volontà politica di intervenire sulle pensioni. Sembra infatti che se fino a qualche tempo fa a mancare fosse solo il coraggio di modificare una riforma capace di garantire ben 80 miliardi di euro di risparmi, oggi invece sia tramontata l’intenzione di trasformare i tanti annunci e promesse, dai meccanismi di uscita anticipata, ai tagli delle pensioni d’oro, all’aumento delle pensioni minime, in realtà.   

Intanto, continuano ad arrivare nuove proposte, da quelle del presidente della commissione Lavoro del Senato Sacconi, secondo bisognerebbe rendere più conveniente il riscatto degli anni di laurea, e, nel caso di accordi tra azienda e dipendente sull’uscita anticipata, bisognerebbe portare l’azienda a continuare a pagare i contributi previdenziale fino al raggiungimento dei normali requisiti pensionistici,  e facilitare il riscatto della laurea, misure, secondo Sacconi, “indispensabili per intervenire rispetto a una riforma Fornero ha reso assurdamente rigida l’età di pensionamento”; al ministro Alfano, convinto del fatto che sia sempre più necessario rendere la riforma pensioni attuale meno rigida e più flessibile per tutti. Novità pensioni anche nel ddl concorrenza, che tra le altre misure prevede la possibilità per gli aderenti che hanno perso il lavoro da almeno 2 anni di ricevere un sostegno  dai fondi di previdenza complementare.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il