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Pensioni vecchiaia, donne, precoco riforma Governo Renzi: Novitčą affermazioni Bobba, Alfano, Poletti, Damiano, Sacconi, Boldrini

Nuove dichiarazioni e posizioni di forze politiche e sociali su interventi e modifiche riforma pensioni: cosa potrebbe cambiare e quali le nuove ipotesi




Modificare la riforma pensioni Fornero e renderla più flessibile: anche il ministro Alfano spinge il governo a intervenire sulla riforma previdenziale con le possibilità di concedere maggiore flessibilità a tutti. Ddiverso invece l’obiettivo di Matteo Salvini che, in attesa di incontrare il nuovo presidente della Repubblica Mattarella per capire quali siano le sue reale intenzioni di lavoro, o meno, sulle pensioni, dopo aver annunciato il ricorso contro la bocciatura del referendum abrogativo della riforma pensioni Fornero, spinge perché venga avviata una discussione sul riconomscimento di alcuni diritti dei gay, come le pensioni e l’assistenza sanitaria.

E mentre il ministro del Lavoro Poletti ribadisce l’intenzione del governo di rivedere la riforma previdenziale, aprendo a interventi su piani di uscita anticipata, e la necessità di maggiore flessibilità per quei lavoratori che prossimi alla pensione rischiano di rimanere senza lavoro e senza aver raggiunto l’età pensionabile, Cesare Damiano punta sul meccanismo di uscita con quota 100 ed esorta il governo, dopo tanti annunci, a fare qualcosa di serio e concreto. Si tratta di un meccanismo appoggiato anche dai sindacati

La Cgil e la Cisl vorrebbero, infatti, tornare alle quota con possibilità di uscita a quota 100, permettendo così ai lavoratori di andare in pensione a partire dai 60 anni di età con 40 anni di contributi, a 61 anni di età con 39 anni di contributi e così via. Con questo sistema all’aumentare dell’età anagrafica corrispondono meno contributi Inps, cosa che potrebbe risolvere definitivamente tante situazioni difficili. Novità anche da Maurizio Sacconi di Ncd, che ha presentato due nuove proposte che puntano a rendere più vantaggioso e conveniente il riscatto ai fini contributivi dell’anno di laurea e, nel caso di accordi tra azienda e dipendente sull’uscita anticipata, a spingere l’azienda a continuare a pagare i contributi previdenziale del lavoratore che decide di andare in pensione prima fino al raggiungimento dei normali requisiti pensionistici.

Il presidente del Senato Grasso e la presidente della Camera Boldrini propongono invece di abolire i ricchi vitalizi e le pensioni d’oro dei politici, decisione importante, che ai fini del recupero di eventuali risorse servirebbe relativamente, ma che riporterebbe certamente equità nel sistema previdenziale e farebbe capire realmente ai cittadini l’intenzione politica di voler ristabilire giustizia pensionistica che mostra chiaramente parecchi squilibri. Il sottosegretario al welfare Bobba apre invece alla revisione dei requisiti pensionistici per i lavoratori del settore edile, e per tutti i lavoratori usuranti.

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il