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Pensioni vecchiaia, donne, anzianità riforma Governo Renzi: novità positive e negative questa settimana in un continuo saliscendi

Si parla tanto, e da tanto, di modifiche alla riforma pensioni Fornero, di novità attese e promesse annunciate: quali le prossime mosse e novità del governo?




Si parla tanto, e da tanto, di modifiche alla riforma pensioni Fornero, di novità attese e promesse annunciate ma ancora nulla è stato realmente trasformato in realtà in un anno di governo Renzi. E le prospettive sono ancora piuttosto incerte: negative, se si prendono in considerazione le ultime dichiarazioni del ministro dell'Economia Padoan che continua a difendere la riforma pensioni attuale, sostenendo che è riuscita a rendere il sistema previdenziale italiano tra i più forti in Europa e che è l'unica che riesce a garantire risparmi per 80 miliardi di euro fino al 2021, assicurando così sostenibilità economica al Paese, e che ha confermato la disponibilità di un miliardo di euro per le assunzioni della scuola in programma per il prossimo settembre.

Si tratta di una conferma che se da una parte certamente fa piacere a quanti attendono finalmente di entrare nel mondo della scuola, dall'altro è decisamente in contrasto con quanto sostenuto da Mef e ministro del Lavoro Poletti qualche settimana fa quando dicevano che non erano disponibili risorse economiche per modificare le pensioni. A questo punto, la situazione sarebbe diversa: le risorse ci sono ma si preferisce impiegarle in altri provvedimenti e probabilmente, come aveva detto la Madia a proposito dei quota 96 della scuola, non è prioritario per il governo intervenire sulle pensioni.

Eppure continuano a susseguirsi proposte di modifica, dalla nuova legge di iniziativa popolare della Furlan della Cisl, che chiede un bonus di mille euro annui per lavoratori, pensionati e incapienti che guadagnano fino a 40mila euro annui; a quelle del ministro Alfano, che ritiene necessario rendere più flessibili i requisiti Forneo; a quelle del ministro Sacconi, che punta sul rendere più conveniente il riscatto degli anni di laurea e sullo spingere le aziende in cui i dipendenti decidono di andare in prepensionamento di continuare a pagare i contributi previdenziali fino al raggiungimento dei normali requisiti.

In questo contesto, negativo, si inserisce anche la decisione della Corte dei Conti di rimandare la proposta di ricalcolo contributivo del presidente dell’Inps Boeri al giudizio della Corte Costituzionale, che già una volta lo ha giudicato illegittimo. Eppure, insieme a quel piano di tagli proposto dal premier Renzi, potrebbe essere l’unica soluzione al momento per recuperare le risorse che si dice manchino ma che sono necessarie per modificare le pensioni.

Eppure le nuove aperture dell’Ue e le dichiarazioni del ministro Poletti che continua a dire che c’è la volontà di rimettere mano alla questione previdenziale fanno sempre ben sperare, così come quella novità del ddl Concorrenza che prevede la possibilità di ricevere una pensione anticipata per gli aderenti ai fondi di previdenza complementare che sono inoccupati da oltre due anni e a cui mancano meno di dieci anni dal raggiungimento dei requisiti per la pensione pubblica. Chi, dunque, ha perso il lavoro da oltre 2 anni potrà chiedere in anticipo l'erogazione della prestazione pensione maturata nel fondo di previdenza complementare.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il