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Pensioni anzianità, donne, vecchiaia riforma Governo Renzi: Boeri spiega il suo piano ufficiale.Le differenze con Poletti, Sacconi

Le posizioni di Poletti, Sacconi, Baretta e presidente Inps su interventi riforma pensioni: novità concrete ancora inesistenti ma tante idee di intervento




AGGIORNAMENTO: Si sapeva già che Boeri, nuovo presidente dell'INPS, fosse d'accordo su modifiche delle pensioni su più livelli. E nell'intervista del Corriere della Sera lo ha ribadito chiaramente, spiegando i suoi progetti e piani ufficiali per le pensioni. Grande aperture verso le pensioni anticipate e flessibile, permettendo l'uscita prima, anche se il problema rimane soprattutto il benestare dell'Unione Europea, anche se lo stesso Boeri ha spiegato che vi sono indubbi risparmi nel medio-lungo periodo. 
E ha indicato per il recupero delle risorse, ove fosse necessario, il ricalcolo contributivo su cui vorrà presnetrare una proposta articolata con numeri chiari. Proposta che potrebbe accompagnare anche quota 100, contributivo, Mini pensione, staffetta, part time o altre forme di uscita anticipata e flessibile entro l'estate, ha detto sempre il nuovo Presidente INPS, per, aggiungiamo, noi, una probabile discussione nella Legge di Stabilità ad Ottobre. 
Boeri, ha, poi ribadito, che questi interventi sono in ottica prospettica come quello sul reddito minimo garantioto a tutti che permetetrebbe di risolvere alcuni problemi come i lavoratori che eprdono il lavoro a qualche anno dalla pensione o i giovani che non lo trovano. E che questo mandato, nel rispetto del Parlamento, gli è stato dato proprio dal Premier Renzi, cosa che fa comprendere come, anche il Premier, nonostante le poche affermazioni sull'argomento, comprenda che correggere la riforma Fornero è molto importante.
Altro intevernto sulla busta arancione e il calcolo online delloa proprio pensione maturata. E Boeri promette che entro quest'anno si farà, senza nessuna paura, quel timore che ha bloccato finora il calcolo simulativo della pensione, soprattutto da parte della politica.

 

Non ci sono soldi per intervenire sulla riforma pensioni Fornero, o meglio, manca la volontà politica di cambiare una legge capace di garantire ben 80 miliardi di euro di risparmi fino al 2021 e quindi di trovare le coperture economiche necessarie. Volendo, infatti, considerando che Mef e ministro del Lavoro Poletti hanno confermato la mancanza di risorse, si potrebbero recuperare attraverso quel piano di tagli annunciato dal premier Renzi, che prevedere interventi negativi su baby pensioni, pensioni di invalidità e di reversibilità, o dal meccanismo di ricalcolo contributivo avanzato dal presidente dell’Inps Boeri. Ma finora questi due piani sono stati solo annunciati ed è al momento difficile che diventeranno realtà, considerando anche che la Corte dei Conti ha bloccato il ricalcolo contributivo di Boeri.

A rendere ancora più difficili interventi di cambiamento della legge pensionistica attuale anche l’Ue che, come confermano le novità e ultime notizie, continua ad essere un ostacolo nonostante siano riprese le trattative.

L’Europa sembra infatti aver aperto ad una maggiore flessibilità ma non riguardo le pensioni. e novità negative arrivano anche da quel ministro Poletti che ha prima annunciato l’intenzione del governo di voler rivedere la riforma previdenziale, poi soluzioni per i lavoratori che rischiano di perdere il lavoro, proprio vicini alla pensione, rischiando, di conseguenza, di ritrovarsi senza stipendio da lavoro e senza pensione, e che solo qualche giorno fa ha dichiarato che qualsiasi intervento dovrà essere valutato considerando la posizione Ue, il che non lascia prevedere nulla di buono considerando la posizione dell’Ue.

Intanto, il sottosegretario Baretta continua a rilanciare sul piano di uscita a quota 100, che garantirebbe flessibilità in uscita ai lavoratori che potrebbero decidere l’età in cui lasciare il lavoro, purchè la somma di età e contributi dia 100, e al vaglio anche le due proposte di Maurizio Sacconi di Ncd che ha parlato di necessità di rendere più conveniente il riscatto degli anni di laurea ai fini contributivi e di assicurare ai lavoratori che decidono di andare in pensione prima il pagamento dei contributi da parte delle aziende, puntando, tra i sistemi di uscita anticipata, solo sul prestito pensionistico.

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il