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Isee 2015: tanti i problemi senza soluzioni. Caf, Banche richiedono proroga e utilizzo vecchio calcolo e modello

Il Tar del Lazio ha abrogato alcune parti del nuovo Isee, mettendo in discussione l'intero impianto normativo. In attesa della decisione del governo, continuano i disagi per i contribuenti.




Nuovo modello Isee 2015, un esordio complicato

Il nuovo modello Isee, varato dalla Legge di Stabilità 2015, fatica ad entrare in vigore a causa di una serie interminabile di problemi. Risolto il braccio di ferro tra Inps e Caf, che si sono fronteggiati sulla questione dei compensi, è scoppiato il problema della giacenza media dei conti correnti, un dato difficilmente ricavabile dai contribuenti. Intanto il Tar del Lazio ha abrogato molte disposizioni del nuovo modello e la situazione tende ad essere sempre più complicata.

Isee 2015, il problema delle giacenze medie del conto corrente

A partire dal 2015, i contribuenti devono dichiarare la giacenza media dei conti correnti di tutti gli appartenenti al nucleo familiare, diversamente da quanto avveniva negli anni precedenti. Fino all'anno scorso il contribuente doveva dichiarare il saldo finale del conto corrente ma per evitare manovre elusive il governo ha modificato la norma, prevedendo la dichiarazione della giacenza media del conto corrente, un valore particolarmente complicato da calcolare, soprattutto nel caso in cui il conto corrente sia particolarmente utilizzato. A chi spetta il calcolo della giacenza media del conto corrente? Banche e Caf, in mancanza di previsione normativa, si rimpallano le responsabilità, creando notevoli difficoltà ai contribuenti, che rischiano molto nel caso in cui venisse dichiarato un valore errato.

Cosa accadrà al nuovo modello Isee 2015 dopo le sentenze del Tar del Lazio

Il Tar del Lazio ha accolto i ricorsi di contribuenti e associazioni dei consumatori è ha abolito alcune norme relative alla determinazione del reddito del nucleo familiare in presenza di disabili. Il Tar ha ribadito che le pensioni di invalidità e l'accompagnamento riconosciuto ai disabili non può essere in alcun modo considerato un reddito e ha abrogato anche la diversa attribuzione delle franchigie, variabili a seconda della maggiore o minore età del disabile. Il Tar ha rigettato il ricorso in cui si chiedeva l'annullamento del tetto massimo di spese sostenute per disabilità, che resta pari a 5.000 euro.
Cosa farà il governo di fronte alla decisione del Tar? Probabile un intervento correttivo ma non può essere escluso un ricorso al Consiglio di Stato.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il