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Anticipo TFR in busta paga e stipendio 2015: come funziona, per chi e da quando dipendenti statali e privati

Una delle grandi novità introdotte dal Governo Renzi, è quella di poter richiedere l'anticipo del Tfr in busta paga. Ecco come fare, e i parametri da rispettare.




Innanzitutto l'obiettivo del Governo è quello che molti lavoratori possano richiedere questo anticipo, in modo da avere più soldi in tasca da spendere, e che quindi facciano degli acquisti che possano far riprendere l'economia italiana. Innanzitutto la richiesta dell'anticipo è assolutamente volontaria, e può essere fatta dai lavoratori privati, mentre quelli pubblici non hanno questa possibilità. Se si lavora nel settore privato bisogna aver ottenuto almeno sei mesi di contributi dal vostro datore di lavoro. Pe ottenere questo anticipo bisogna presentare un apposito modello compilato al datore di lavoro. Una volta fatta la domanda, il mese successivo già si otterrà l'anticipo, tuttavia questa è una misura che rischia di raccogliere ben pochi consensi.

Innanzitutto perché la tassazione applicata è moto elevata, e ciò può scoraggiare i lavoratori a richiederla. Inoltre questo anticipo di Tfr va a fare reddito, e quindi modifica la situazione reddituale, e si rischia di non poter usufruire di alcuni servizi sociali a cui prima si aveva diritto. Poi viene precisato nel decreto che i lavoratori che appartengono ad imprese che hanno avviato una procedura di fallimento non possono aver diritto a questa misura. Oltre ai dipendenti pubblici non possono richiedere l'anticipo del Tfr neanche chi lavora in casa e nell'agricoltura. Secondo le stime del Governo, chi richiede l'anticipo potrà avere circa cento euro in più da spendere, che sommati agli ottanta euro dati in precedenza dal governo, potrebbero rilanciare i consumi.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il