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Riforma Scuola: decreto assunzioni, concorso pubblico, bonus stipendi tra conferme e smentite novità CDM oggi martedì Renzi

La riforma della Scuola del governo Renzi domani, martedì 3 marzo, arriva in Consiglio dei Ministri: le nuove misure e i provvedimenti che cambieranno la scuola italiana




La riforma della Scuola del governo Renzi domani, martedì 3 marzo, arriva in Consiglio dei Ministri. Attesa la definizione e l’annuncio ufficiale del nuovo piano di assunzioni per la scuola che interesserà circa 150mila precari, dai supplenti più’anziani’ agli idonei del concorsone dell’ex ministro Profumo, lasciando però fuori da questo piano circa 30mila persone, tra coloro che non mai fatto nemmeno un’ora di lezione e chi non insegna da tantissimo tempo. Novità attese poi per quanto riguarda mobilità, meritocrazia, potenziamento dell’insegnamento di alcune materie, tra cui arte, lingue straniere, musica e materie matematico-scientifiche, e dell’alternanza scuola-lavoro per gli studenti degli istituti tecnici e professionali.

Per quanto riguarda la stabilizzazione dei precari della scuola, le assunzioni partiranno dal prossimo mese di settembre e continueranno per due anni, fino a quando non saranno assunti tutti coloro che oggi rientrano nelle graduatorie ad esaurimento. Il sottosegretario all’Istruzione Davide Faraone ha, in realtà, fatto sapere che “non sappiamo ancora quanti precari assumeremo e a quali graduatorie attingeremo”, smentito però dal ministro Stefania Giannini che ha invece dichiarato che i numeri “sono definitivi, non si gioca con la vita delle persone”, sottolineando però come dato certo che “chi non lavora da anni non sarà incluso”.

Previsti poi, per due docenti su tre, aumenti di stipendi ogni 3 anni, di circa 60 euro in più, se premiati da meritocrazia. Gli insegnati più bravi e impegnati, che dimostreranno di esserlo attraverso la valutazione di criteri professionali e didattici, riceveranno dunque un premier, cui si sommerà un eventuale bonus del 10% in più per gli insegnanti che ricoprono funzioni aggiuntive.

Nell’attesa di capire, insieme alle assunzioni che prenderanno il via dal prossimo settembre, quali saranno le altre misure confermate nella riforma della Scuola Renzi, tra novità di formazione e reclutamento insegnanti, scatti, insegnamenti ma anche novità della burocrazia e di interventi di edilizia scolastica, quarantaquattro deputati di gruppi parlamentari di maggioranza hanno scritto una lettera-appello al premier Renzi per chiedere un maggiore impegno a favore della scuola privata.

Nella lettera, infatti, si legge che ‘Il Piano per la Buona Scuola è il più importante tentativo di riformare globalmente la scuola italiana dall'epoca della riforma gentiliana. Proprio per questo lo slancio riformatore che il governo sta portando avanti in molti campi non può perdere un'occasione irripetibile per avviare nei fatti lo storico gap della scuola italiana in tema di pluralismo e libertà di educazione. Un sistema fondato sulla detrazione fiscale, accompagnato dal buono scuola per gli incapienti, sulla base del costo standard, potrebbe essere un primo significativo passo verso una soluzione di tipo europeo’ che dovrebbe sostenere la ‘qualità formativa di tutta l'offerta pubblica’.
 

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il