Sky: aria di tempesta tra Melone e Murdoch, i due principali azionisti?

Forse Malone se ne va. Il vecchio John presiede Liberty Media, secondo azionista della News Corporation controllata da Rupert Murdoch



Forse Malone se ne va. Il vecchio John presiede Liberty Media, secondo azionista della News Corporation controllata da Rupert Murdoch. Recentemente John ha deciso di crescere ed è arrivato silenziosamente al 19%. Un campanello d'allarme è suonato alle orecchie di Rupert, che ha deciso subito di ricorrere ad un piano difensivo. Il suo 30%, infatti, potrebbe al limite anche essere minacciato dall'operazione del coinquilino.

Tra i due c'è una guerra per ora silenziosa. Li tiene uniti l'amicizia reciproca di lunga durata e un po' di sana guerra fredda. Secondo indiscrezioni ci sarebbe già un accordo di massima per il way out, un corridoio finanziario verso il 39% dell'emittente televisiva DirectTv attualmente controllata da News Corp. In cambio Murdoch si metterebbe in tasca la quota di News Corp. da 11 miliardi di dollari detenuta da Liberty.

Per arricchire il piatto Rupert ci metterebbe anche 550 milioni di dollari subito e tre network sportivi e regionali. Se tutto andasse in porto i Murdoch raggiungerebbero il 38% del capitale della società editrice di Sky.

Una scelta, quella di cedere una tv satellitare pura, che potrebbe andare nella direzione di ridurre l'impegno nel mondo della parabola per iniziare ad esplorare quello del broadband audio/video.

Ma potrebbe trattarsi invece solo di chiacchiere e di un riposizionamento di Murdoch sul core business, incentrando il proprio business sui contenuti, ovvero sui canali tematici e sulla generalista Fox.

Oggi intanto l'ad di Sky Italia Tom Mockridge ha sottolineato la necessità di "crescere con investimenti pubblicitari. La quota investita in pubblicità in Italia rispetto alla percentuale sul pil è minore confrontata con la media europea". "Noi - ha aggiunto - abbiamo molte limitazioni. Non interromperemo mai ad esempio un film con della pubblicità".

Mockridge ha fatto sapere anche che "al 30 giugno abbiamo chiuso con un profitto mai raggiunto fino ad ora in Italia da una televisione pay per view di 32 milioni di euro". Sul fronte dei rumors circolati a proposito di un presunto interesse della società per Fastweb, lo stesso Mockridge ha fatto sapere di non aver mai avuto "alcun intenzione di acquisire Telecom Italia.

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di Marcello Tansini Fonte: pubblicato il