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Anticipo Tfr, bonus 80 euro, indennità, assegno disoccupazione, partita iva minimi e ordinaria: leggi 2015 lavoro ufficiali Renzi

Come cambia il mondo del lavoro e novità per coloro che restano senza occupazione quest’anno con novità riforma Lavoro e Jobs Act. Cosa prevedono




Tra nuova possibilità di erogazione del Tfr in busta paga a partire da questo mese di marzo, nuovi ammortizzatori sociali e bonus di 80 euro per i dipendenti pubblici diventato strutturale da questo 2015, sono tante le novità in materia di Lavoro e nuova riforma pronte a cambiare la vita di lavoratori e disoccupati. Vediamo nel dettaglio le novità.

Bonus 80 euro: E’ diventato strutturale da questo 2015 il bonus di 80 euro in busta paga per i lavoratori statali che guadagnano tra 8.000 e 26.000 euro annui. In particolare, l’importo è di 80 euro fino a 24.000 euro e si riduce progressivamente fino ad azzerarsi arrivando a quota 26.000 euro. La procedura di erogazione del bonus si ripeterà per ogni mensilità.

Tfr anticipato: Da oggi, lunedì 2 marzo, è possibile inoltrare richiesta per ricevere il Tfr in busta paga. Possono richiederlo i lavoratori dipendenti privati che hanno un contratto in corso da almeno 6 mesi, ma non i dipendenti pubblici e quelli di aziende in ristrutturazione o con dipendenti in cassa integrazione. La quota di Tfr che sarà erogato mensilmente in busta paga viene sottoposto a tassazione ordinaria e ogni mese arriverà direttamente in busta paga.

Indennità e assegno disoccupazione: Dis cool, Naspi e Asdi: sono questi i questi sussidi di disoccupazione che debuttano ufficialmente dopo l’approvazione del decreto attuativo del Jobs Act sui nuovi ammortizzatori sociali. Chiariamo cosa sono e come funzionano. Il Dis-Coll è il nuovo sussidio di disoccupazione per i disoccupati iscritti alla gestione separata dell’Inps e CoCoPro, collaboratori coordinati e continuativi e a progetto, vale fino al 31 dicembre 2015, prevede l’erogazione di un assegno pari al 75% del reddito medio mensile nei casi in cui il reddito mensile sia pari o inferiore a 1.195 euro mensili nel 2015 e comunque non può essere superiore ai 1.300 euro nel 2015, e ha una durata massima di 6 mesi. La Naspi, Assicurazione Sociale per l’impiego, in vigore dal primo maggio, vale per i lavoratori dipendenti privati a tempo indeterminato e termine e da quelli pubblici assunti a termine; può richiederla chi ha maturato almeno 13 settimane di contributi negli ultimi 4 anni di lavoro e 18 giornate effettive di lavoro negli ultimi 12 mesi; ha una durata massima di 18 mesi, e sarà erogata mensilmente dall'Inps per importi massimi di 1.300 euro al mese. L’Asdi, infine, è il nuovo Assegno di disoccupazione, che può essere richiesto se al termine della Naspi il lavoratore non abbia trovato una nuova occupazione. Si può richiedere se si sono maturati almeno 3 mesi di contributi dal primo gennaio dell'anno precedente o un mese nell'anno in cui si perde il lavoro, e prevede l’erogazione di un assegno di importo pari al 75% dell’ultimo assegno Naspi.


Partita Iva minimi e ordinaria: Per tutto il 2015 chi apre una nuova Partita Iva potrà ancora accedere al vecchio regime dei minimi con aliquota al 5% al posto di quello al 15% introdotto dalla legge di Stabilità, purchè si guadagni fino a  30mila euro e si abbiano meno di 35 anni. Per tutto quest’anno, dunque, i due regimi, quello vecchio, che prevede una tassazione al 5% per compensi fino a 30 euro per tutti, con limite di adesione di 5 anni o fino al 35esimo anno di età, e quello nuovo, che prevede un’aliquota di tassazione al 15% per ricavi tra i 15mila e i 40mila euro senza alcun limite temporale o anagrafico, convivranno e toccherà al lavoratore scegliere a quale regime aderire, in base ad attività professionale svolta ed esigenze. Novità anche per quanto riguarda la gestione separata dell’Inps: è stata bloccata l’aliquota contributiva, che resta al 27,72%, ma salirà al 28% nel 2016 e al 29% nel 2017.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il