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Pensioni anzianità, donne, precoci riforma Governo Renzi: novità quota 100, prestito, contributivo in un saliscendi continuo

Continua ad essere decisamente confusa e altalenante la questione sulla riforma pensioni Fornero: tanti annunci, tante proposte ma ancora nessuna modifica concreta




Mentre oggi, martedì 3 marzo, arriva in Consiglio dei Ministri la riforma della scuola, che potrebbe prevedere a sorpresa rispetto agli annunci iniziali lo slittamento del piano di stabilizzazione dei circa 150mila precari della scuola previsto per settembre, continua l’altalena fra annunci, proposte, promesse e dietrofront sugli interventi possibili per modificare la riforma pensioni Fornero.

Si tratta di una situazione confusa che si protrae ormai da un anno, da quando cioè si è insediato quel governo Renzi che sin dall’inizio aveva annunciato di rivedere la riforma pensioni Fornero, senza stravolgerne l’impianto ma modificandola rendendo i requisiti più flessibili per tutti. Lo stesso premier Renzi aveva annunciato ipotesi di intervento tra aumenti delle pensioni minime con estensione del bonus di 80 euro anche ai pensionati, revisione di baby pensioni, pensioni di invalidità e di reversibilità, e maggiore flessibilità, nonché soluzioni per esodati e quota 96 della scuola.

Ma finora nulla di quanto annunciato è stato fatto. Stesso discorso per quanto riguarda gli annunci e le promesse del ministro del Lavoro, Giuliano Poletti, che prima della scorsa estate aveva annunciato una soluzione strutturale per tutti, ma poi dimenticata, che durante il periodo di definizione della nuova Legge di Stabilità aveva annunciato di dover pensare a soluzioni ad hoc per coloro che rischiano di perdere il lavoro in prossimità della pensione rischiando di rimanere senza lavoro e senza pensione, e che qualche settimana fa aveva annunciato l’intenzione del governo di rimettere mano alla questione previdenziale a 360 gradi ma che solo qualche giorno fa ha fatto nuovamente dietrofront su tali interventi, spiegando che bisognerebbe guardare sempre all’Ue.

E l’Ue, si sa, non è favorevole a interventi sulle pensioni, come del resto non lo è mai stato il ministro dell’Economia Padoan. E a nulla, finora, sono servite le continue proposte di intervento e modifica avanzata dalle diverse forze politiche e dai sindacati, dai piani di uscita anticipata con quota 100, sistema contributivo, prestito pensionistico o mini pensione, ad aumenti per le pensioni più basse, al ricalcolo contributivo avanzato dal presidente dell’Inps, Tito Boeri, perché finora nulla di quanto proposto è stato messo in pratica e perché al momento la situazione, a parte le discussioni, sembra decisamente in stallo.

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il