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Anticipo TFR: modelli necessari, chi, quando e come può fare domanda. I pro e contro e le tempistiche

Come richiedere Tfr in busta paga, chi può riceverlo e come inviare domanda: le modalità da seguire e informazioni




Dall’inizio di questo mese di marzo si può chiedere l’erogazione del Tfr in busta paga: possono usufruire di questa possibilità i lavoratori dipendenti privati, che hanno un contratto in corso da almeno 6 mesi, ma non i dipendenti pubblici e quelli di aziende in ristrutturazione o con dipendenti in cassa integrazione. La quota di Tfr che sarà erogato mensilmente in busta paga è sottoposto a tassazione ordinaria e ogni mese arriverà direttamente in busta paga, per cui non sarà accumulato. L’erogazione del Tfr in busta è una misura pensata dal governo per sostenere i lavoratori che magari hanno bisogno di ‘qualcosina’ in più in busta paga. In realtà, si tratta di un aiuto illusorio, perché consiste nell’erogazione di qualche euro in più nello stipendio, a scapito però di un accumulo finale del Tfr.

Coloro che infatti richiedono il Tfr in busta paga non lo accumulano per la parte richiesta, per cui al termine della vita lavorato riva riceveranno di meno. Certo, mensilmente avranno qualche decina di euro in più in busta paga ma considerando una tassazione normale e non agevolata, non converrebbe richiederlo. Meglio accumularlo in modo da ritrovarsi poi, una volta in pensione, una buona cifra da parte.

l Tfr in busta paga infatti verrà calcolato ai fini degli scaglioni Irpef con tassazione ordinaria, sarà soggetto alle addizionali locali e farà reddito al fine del calcolo dell’Isee con la conseguenza di costi solo in parte calcolabili statisticamente. Il risultato è che l'erogazione del Tfr sarebbe più vantaggiosa per il Fisco che per i lavoratori e gli unici che lo chiederanno saranno coloro che non riescono a far fronte in altro modo alle spese.

Per chiedere il Tfr in busta paga il lavoratore deve avere un'anzianità di servizio in azienda di almeno sei mesi, deve presentare una domanda (istanza di accesso) all'ufficio del personale della propria azienda, che poi dovrà chiedere il via libera all'Inps. Chi deciderà di ricevere il Tfr in busta paga a partire da questo mese di marzo dovrà poi incassarlo fino al 20 giugno 2018, senza possibilità di recedere da questa decisione.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il