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Pensioni vecchiaia, donnne, precoci riforma Governo Renzi: novità positive frenate da Poletti dopo aperture Alfano,Baretta,Sacconi

Il percorso lungo la riforma pensioni sembra aver subito un rallentamento in seguito alle dichiarazioni del ministro Poletti. Le ultime notizie.




La riforma pensioni Renzi vede sfilarsi il principale alfiere del cambiamento. La novità dell'ultim'ora è il parziale passo indietro di Giuliano Poletti, ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali, rispetto all'opportunità di cambiare le regole previdenziale fissate dall'esecutivo Monti. Le sue parole hanno il sapore dell'indeterminatezza: "Ci stiamo lavorando e appena saremo in condizione di fare una riflessione puntuale la faremo". Il rallentamento coglie di sorpresa, anche perché le ultime notizie sulla riforma pensioni riferiscono della presa in considerazione di altre ipotesi di contorno, come la maggiore convenienza del riscatto della laurea.

Non solo, ma anche altri leader politici, come Angelino Alfano, vicepremier e numero uno del Centrodestra, avevano messo la questione al centro del dibattito. Gli stessi Maurizio Sacconi, presidente della commissione Lavoro al Senato, e Pier Paolo Baretta, sottosegretario al Ministero dell'Economia, avevano evidenziato la necessità di prevedere modifiche nel segno della sostenibilità sociale.

Eppure proprio in questo momento sembrano necessarie misure per favorire l'uscita anticipata così da dare vita a una vera stagione di ricambio generazionale nei posti di lavoro. Sono i numeri a confermare, se mai ce ne fosse bisogno, di questa necessità avvertita in ogni parte del Paese. Nel 2014 il tasso di disoccupazione è salito in Italia al 12,7% dal 12,1% del 2013.

Lo ha reso noto l’Istat, specificando che il dato annuale è il massimo mai registrato dal 1977. La crescita della disoccupazione ha interessato sia gli uomini che le donne con un incremento del 5,5%. Rispetto alla media nazionale del 12,7%, il tasso di disoccupazione ha raggiunto nel Sud il 20,7%. Per quanto riguarda invece l'occupazione, nella media del 2014, dopo due anni di calo, l'Istat registra una crescita dello 0,4%, con un aumento nel Nord (+0,4%) e nel Centro (+1,8%) e un nuovo calo nel Mezzogiorno (-0,8%).

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il