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Pensioni Governo Renzi riforma ultime notizie: Sacconi, Poletti, Boeri, Airaudo confronto proposte e interventi dopo affermazioni

Tanti gli interventi e le proposte di modifica annunciate per la riforma pensioni Fornero e diverse le posizioni di esponenti politici: quali le migliori e più fattibili?




Il mese scorso il nuovo presidente dell’Inps, Tito Boeri, aveva annunciato un piano di intervento sulla riforma pensioni Fornero che avrebbe dovuto essere preceduto da una riforma della governance dell’Inps stesso e aveva proposto l’introduzione di un sistema di ricalcolo contributivo per tutti, spiegando che è necessario innanzitutto eliminare le iniquità del sistema previdenziale italiano per poi procedere a novità per tutti.

Boeri spiegava infatti che “Molte persone hanno ricevuto molto di più di quello che hanno versato, allora andiamo a calcolare qual è la differenza tra quello che queste persone ricevono e quello che avrebbero ricevuto con le regole del sistema contributivo, su questa differenza andiamo a introdurre un prelievo ma attenzione, lo facciamo solo a chi ha delle pensioni di un certo importo, da tremila euro in su. Parliamo al massimo di un contributo del 20, 30% su questa differenza, quindi sul totale della pensione il contributo sarà al massimo del 10%”.

Parlava, dunque, dell’applicazione di quel contributo di solidarietà di cui aveva parlato già il premier Renzi stesso la scorsa estate, ma su cui aveva poi fatto dietrofront ma che oggi potrebbe essere uno strumento importante per riuscire a recuperare le risorse economiche (mancanti) necessarie per ulteriori interventi sulle pensioni. Insieme al ricalcolo contributivo, Boeri ha annunciato anche l'intenzione di fare entrare in vigore del tutto la busta arancione per garantire maggiore trasparenza a tutti.

Con questo sistema tutti i contribuenti avranno la possibilità di controllare il proprio futuro pensionistico, quando andranno in pensione e quanto riceveranno come assegno mensile. si tratta di un intervento che al momento dell'annuncio ha scatenato qualche timore soprattutto nei politici, perchè farebbe venir fuori una situazione decisamente poco positiva per i lavoratori, soprattutto per i giovani precari di oggi che, secondo le stime, saranno i poveri di domani. D’accordo con il piano del ricalcolo contributivo di Boeri il ministro del Lavoro Poletti, che lo ha confermato ospite a Ballarò. Ma non solo.

Se, infatti, Poletti appoggia il ricalcolo contributivo come possibilità di accumulo di nuovi risparmi, ha anche precisato che si continua, nonostante le notizie negative che arrivano, a lavorare sulla questione previdenziale e che il governo ha realmente intenzione di modificare la riforma Fornero, e ha spiegato le due possibili strade di intervento, una volta a intervenire subito sul welfare per sostenere chi rimane senza lavoro o a cui mancano pochi anni al raggiungimento dei requisiti pensionistici ma non riesce a raggiungerli o perdono il lavoro; e un’altra che punta invece su sistemi di uscita anticipata per tutti ma con penalizzazioni. Insieme a queste strade, la novità dell’assegno universale, che riprende il reddito di cittadinanza minimo che era stato già proposto dal M5S, importante strumento che per Poletti potrebbe diventare una tutela non solo per chi vive condizioni di forte difficoltà ma anche per i pensionandi che perdono il lavoro.

Alle ‘voci’ di Boeri e del ministro Poletti si affiancando anche quelle Barbagallo dei sindacati, che ha chiesto un nuovo tavolo di confronto con il governo entro l’estate, e di Airaudo di Sel  che punta invece sull’urgenza di chiudere il caso dei quota 96 delle scuola e sulla necessità di soluzioni universali per una maggiore flessibilità in uscita per i lavoratori usuranti. E mentre il ministro Alfano apre ad una maggiore flessibilità in uscita, convinto della necessità di dover modificare la legge Fornero, Sacconi di Ncd ha avanzato la proposta di uno strumento flessibile, che permetta a chi è vicino alla pensione di ottenere la quiescenza, in particolare per quei lavoratori che rischiano di perdere il lavoro prima di raggiungere i requisiti pensionistici, rischiando così di diventare un problema sociali, come gli esodati e i quota 96 della scuola.

Tra le altre novità di queste ultime settimane, le idee del sottosegretario al welfare, Luigi Bobba (Pd), ha proposto un sistema più conveniente di riscatto degli anni di laurea ai fini contributivi e strumenti che sostengano le imprese a continuare a pagare i contributi previdenziali ai lavoratori che decidono di andare in pensione prima. Il principio sarebbe quello di concedere il prepensionamento a chiunque lo chiedesse con la certezza di continuare a ricevere i contributi fino al normale raggiungimento dei requisiti pensionistici.  

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il