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Pensioni Governo Renzi riforma ultime notizie: due fasi in studio, la prima delle quali appoggiata da Ue e tutti partiti politici

Nuovi interventi possibili per modificare la riforma pensioni Renzi e nuove strade di cambiamento da seguire: quali sono e quando potrebbero arrivare novità




Il presidente dell'Inps, Tito Boeri, ha a perto nuovamente a interventi sulla riforma pensioni Fornero per renderla più flessibile e all'istituzione di un reddito minimo; il ministro del Lavoro, Giuliano Poletti, nonostante le novità e ultime notizie non proprio positive delle scorse settimane, ha nuovamente ribadito l'internzione dell'esecutivo di modificare la legge pensionistica attuale e ha proposto anch'egli un assegno universal, sulla scia del reddito di cittadinanza già proposto dal Movimento 5 Stelle.

Intanto, il premier Renzi continua a dirsi favorevole a interventi previdenziali che modifichino la riforma Fornero senza stravolgerla completamente, garantendo, dunque, l'unicità di quella riforma che riesce a garantire fino al 2021 80 miliardi di euro di risparmi. Come trapela della ultime informazioni, è possibile che la riforma pensioni Renzi avvenga in due fasi: la prima prevederebbe misure contenute nel decreto povertà annunciato per la prossima estate, che potrebbe contenere quell’assegno universale di cui ha parlato il ministro Poletti e sui sono d’accordo M5S, minoranze del Pd, Sel e tutti gli altri partiti, o nella prossima Manovra Finanziaria sulla revisione del welfare.

Sarebbe d'accordo con questa novità anche l’Unione europea visto che l’assegno universale è già esistente in tutti gli altri Paesi europei e manca sono in Italia, si tratta dell’unico strumento che riesce ad assicurare una certa tranquillità economica ai cittadini, da quelli che vivono condizioni di forti difficoltà economia, ai pensionandi che perdono il posto di lavoro. Il problema, però, resta quello della mancanza e necessità di sodi, ma per recuperarli, come anche lasciato intendere dal ministro dell’Economia Padoan, si potrebbe tornare ai tagli della Spending Review.

La seconda fase di modifica della riforma pensioni attuale consisterebbe, invece, nella definizione di piani di uscita anticipata a fronte di penalizzazioni, anche se si tratta, probabilmente, della strada più difficile, perché ostacolata dall’Ue e per cui si dovrebbe intervenire con piani di tagli, compreso il sistema di ricalcolo contributivo per tutti coloro che percepiscono ricche pensioni in parte calcolate con vecchio sistema retributivo come proposto da Boeri per riuscire a convincere l’Ue anche se comunque non basterebbe, considerando che i costi degli interventi sarebbero elevati e che l’Ue tiene sotto controllo i conti pubblici, per lei prioritari.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il