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Pensioni Governo Renzi riforma ultime notizie: il sistema va sempre peggio secondo indice di miseria. Servono interventi

I giovani precari di oggi vivranno in uno stato di povertà domani. Lo rivela un nuovo rapporto elaborato da Censis e Fondazioni Generali.




Sono ancora i freddi dati numerici a raccontare come l'appuntamento con la riforma pensioni non possa essere più rimandato. Le novità e le ultime notizie che arrivano da Censis e Fondazioni Generali sono allarmanti, anche se in parte già note. I giovani di oggi, quelli che guadagnano 1.000 euro da precari, sono destinati a essere i poveri del futuro. L'assegno previdenziale che riscuoteranno non permetterà di consentire un livello di vita dignitoso. Le parole che si leggono sul report sono allarmanti: "Per avere pensioni migliori, l'unica soluzione è lavorare fino ad età avanzata, allo sfinimento. Ma il mercato del lavoro lo consentirà?".

Già da tempo è evidente la necessità di intervenire per creare un sistema socialmente più sostenibile. Lo aveva spiegato il ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali, Giuliano Poletti, ed era stato cercato di tradurlo in pratica con le tante proposte avanzate negli scorsi mesi. In tanti, ad esempio, si sono chiesti i motivi dell'esclusione dei pensionati dal famoso bonus fiscale di 80 euro, quello che il governo Renzi ha destinato ai soli lavoratori dipendenti e assimilati. In ballo c'è anche l'applicazione per tutti del sistema di calcolo con il sistema contributivo. In questo modo verrebbe garantita maggiore equità, lo Stato risparmierebbe sulla spesa previdenziale e potrebbe essere dato il via al ricambio generazionale sui posti di lavoro.

Dinanzi a questa situazione di crisi profonda, c'è chi, come il Movimento 5 Stelle, propone il reddito di cittadinanza ovvero una sorta di assegno universale a sostegno di disoccupati, esodati o pensionati in difficoltà. C'è anche una parte del Partito Democratico, quella che fa riferimento a Gianni Cuperlo, favorevole a questa soluzione. Ma i tempi di intervento della politica non sembrano andare alla stessa velocità del bisogno di risposte della società.

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il