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Pensioni vecchiaia, donne, anzianità riforma Governo Renzi: novità importanti conferme seppur non mancano dubbi. Novità settimana

Tra nuovi interventi, dichiarazioni e aperture, si è chiusa un’altra settimana di discussioni sulla riforma pensioni Fornero: quali le novità positive e ancora ostacolo Ue




Tra nuovi interventi, dichiarazioni e aperture, si è chiusa un’altra settimana di discussioni sulla questione previdenziale, settimana che però è terminata sì con nuove dichiarazioni ufficiali che lasciano ben sperare in novità prossime per quanto riguarda le modifiche da attuare sulla riforma pensioni Fornero, ma che, ancora una volta, non ha portato nulla di concreto. Ancora parole che si susseguono per definire una questione che sembra ormai ben chiara a tutti, e che bisogna cambiare, ma su cui si temporeggia. Mancherebbero i soldi, come è stato confermato qualche settimana fa, eppure per altri interventi che probabilmente il governo ritiene prioritari, come le spese militari o il prossimo piano di assunzioni della scuola, le risorse economiche sarebbero disponibili.

La necessità di interventi che modifichino la riforma pensioni Fornero è stata ribadita da quelle forze sociali e politiche che nel corso di questo anno di governo Renzi hanno messo a punto e proposto piani di uscita anticipata come anche di recupero di eventuali risorse che servirebbero per permettere maggiore flessibilità a tutti. E’, infatti, necessario agire soprattutto per tutelare quelle categorie di lavoratori che sono stati fortemente penalizzati dalle norme Fornero e per risolvere una volta per tutti casi esodati e quota 96 della scuola.

Eppure in questo contesto di continui interventi e proposte di modifiche, restano in silenzio premier Renzi e ministro dell’Economia Padoan, le due autorevoli voci da cui ci si aspettano invece conferme importanti. Che non arrivano. E probabilmente, almeno dal ministro Padoan, non arriveranno, visto che è il primo dei sostenitori della legge Fornero, che non intende assolutamente modificare. Ne hanno invece nuovamente parlato il ministro del Lavoro Poletti, che in settimana è intervenuto nella trasmissione Ballarò annunciando insieme alla messa a punto di piani di uscita anticipata anche quella di un assegno universale che dovrebbe essere strutturato sul modello del reddito minimo di cittadinanza proposto dal M5S. Sempre con un occhio all’Ue che rappresenta ancora un ostacolo per la realizzazione di modifiche alle pensioni.

Ne ha riparlato il presidente dell’Inps Boeri che ha invece ribadito la sua intenzione di attuare un ricalcolo contributivo per tutti e di procedere a forme di flessibilità in uscita a fronte, però, di pensioni più leggere per chi decide di lasciare il lavoro prima, così come di garantire maggiore chiarezza e trasparenza dando il via ufficiale alla busta arancione per tutti; e ne hanno ridiscusso anche Cesare Damiano, sindacati, ministro Alfano, ex ministro Sacconi, Beppe Grillo. Uno spiraglio positivo della vera volontà di intervenire del governo sulle pensioni potrebbe essere la richiesta dell’ex ministro Sacconi ad una commissione coordinata da Annamaria Parente (Pd) di censire l’eventuale esistenza di altri esodati. E’ stato, intanto, predisposto un modulo che sarà online sul sito del Senato in qualche settimana e che potrà essere compilato da ha perso il posto in seguito ad accordi con l’azienda prima dell’entrata in vigore della legge Fornero.

Inoltre, il presidente della Commissione Lavoro Damiano ha fatto sapere che proprio la commissione Lavoro riprenderà l’esame del disegno di legge sulla flessibilità del sistema pensionistico e stabilirà una nuova data per la discussione della proposta relativa al pensionamento delle donne.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il