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Pensioni ultime notizie riforma Governo Renzi: indicazioni positive seppur la strada ancora lunga. Situazione settimana

Si è chiusa un’altra settimana importante di discussioni sulla riforma pensioni tra aperture, novità positive e negative: la situazione attuale




Si è chiusa un’altra settimana importante di discussioni sulla riforma pensioni, una settimana che potremmo definire di grandi aperture e disponibilità a nuove modifiche pensionistiche anche se, ormai è ben chiaro, che sarebbe meglio prendere con le pinze ogni singolo intervento e novità positiva annunciata, considerando che finora, in un anno di governo Renzi, si sono susseguite tante belle promesse ma che ancora non sono state mantenute.

Di certo c’è che si è parlato, soprattutto in questi ultimi giorni, di interventi necessari sulle pensioni che dovrebbero riguardare non solo piani capaci di garantire una maggiore flessibilità in uscita per tutti ma anche, come confermano le ultime notizie, nuovi sostegni per categorie di lavoratori particolari, come gli usuranti, possibili soluzioni per esodati e quota 96 della scuola, necessità di aumentare le pensioni minime e nuova ipotesi di assegno universale, che dovrebbe seguire l’impianto del reddito minimo di cittadinanza già proposto dal Movimento 5 Stelle.

Ciò che però lascia perplessi ad oggi è che nonostante le aperture e gli interventi di forze politiche e sindacati, le voci più autorevoli, vale a dire quelle del premier Renzi e del ministro dell’Economia Padoan, tacciono, seppur il ministro dell’Economia abbia annunciato una ripresa della spending review con quel piano di tagli necessari per poter mettere in atto modifiche. Si parla comunque di un intervento interpretabile, considerando che non ha mai parlato di pensioni e che quando lo ha fatto, anche il mese scorso, ha ribadito la sua contrarietà ad ogni tipo di intervento sulla riforma pensioni Fornero.

Non è infatti una novità che il ministro dell’Economia consideri la legge Fornero come l’unica capace di garantire sostenibilità economica all’Italia, dunque da non modificare, quanto meno nel futuro più immediato. Dal canto suo, Matteo Renzi resta in silenzio forse scosso e confuso dopo il calo di consensi registrato in questi ultimi giorni. Cala la popolarità, cala la fiducia nei confronti di un governo che continua ad annunciare senza mai arrivare a fatti concreti e l’ultimo esempio di questo modo di fare è stato il rinvio della riforma della Scuola, tanto attesa ma per cui tutto si è concluso con un nulla di fatto nel CdM di questa settimana. Stesso discorso per il nuovo decreto fiscale che si attendeva e per il piano sulla banda larga. E si tratta di segnali che indicano incertezza, ancora più enfatizzata quando si parla di pensioni, visto che da ben un anno non si fa altro che discutere di proposte e annunci mai trasformati in realtà.

In questo contesto, se risulta abbastanza evidente che tutti i partiti e i sindacati sono d’accordo con interventi pensionistici, è abbastanza chiaro anche l’unico ostacolo da superare sia ancora l’Ue che non è d’accordo con modifiche alla legge Fornero anche se queste potrebbero garantire risparmi nel medio e lungo periodo e potrebbero rilanciare occupazione ed economia in Italia. Nonostante la contrarietà Ue, questa settimana è stata comunque importante perché le ultime dichiarazioni ufficiali di esponenti politici, da ministro del Lavoro Poletti, a presidente dell’Inps Boeri, a Cesare Damiano, Beppe Grillo, Luigi Bobba, sottosegretario Baretta, al ministro Alfano, a Sacconi confermano l’intenzione e la necessità di cambiare le pensioni, di perseguire una maggiore flessibilità in uscita seppur consapevoli del fatto che sarà certamente un lungo percorso di riforma.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il