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Pensioni vecchiaia, donne, uomini riforma Governo Renzi: novità che non succeda nulla dopo tante promesse è ipotesi valida

Come intervenire sulla riforma pensioni Fornero quest’anno senza lasciare che le promesse di modifiche restino parole: novità e ultime notizie




L’Inps non avrebbe abbastanza soldi e avrebbe un importante buco di bilancio di 10 miliardi da ‘tappare’, l’Ue di dice contraria a interventi sulla riforma pensioni Fornero, mancano i soldi necessari per gli interventi al vaglio del governo Renzi, e bisogna superare anche l’ostacolo della contrarietà a modifiche alla legge pensionistica attuale da parte del ministro dell’Economia Padoan. Sono diverse le novità e ultime notizie che non fanno ben sperare su possibili interventi pensionistici e c’è il rischio che anche quest’anno, che secondo alcuni avrebbe dovuto essere decisivo ma in senso positivo, non si faccia nulla di concreto sulle pensioni.

Mentre il ministro Poletti continua ad aprire a possibili modifiche, il presidente dell’Inps delinea i possibili nuovi interveti su pensioni e governance dell’Inps stesso, partiti politici e sindacati continuano ad avanzare nuove ipotesi di intervento sulle pensioni, la situazione reale sembra ancora piuttosto negativa. Se si volesse davvero agire sul sistema pensionistico italiano, per renderlo, come sempre affermato, più flessibile, sostenibile ed equo, si potrebbe procedere all’applicazione di tagli e interventi negativi necessari per recuperare quei soldi necessari per garantire possibilità di uscita anticipata per tutti.

Ma, evidentemente, manca il coraggio ancora per agire su una legge capace di garantire all’Italia ben 80 miliardi di euro di risparmi. Eppure si tratta di modifiche necessarie, che servirebbero anche per rilanciare l’occupazione giovanile in un momento in cui il tasso di disoccupazione in Italia ha raggiunto record stellari. Permettere, infatti, prepensionamenti ai lavoratori più anziani significherebbe lasciare liberi posti di lavoro che potrebbero essere occupati poi dai più giovani.

Per trasformare in realtà le promesse fatte finora, bisogna, tuttavia, muoversi, come ha spiegato lo stesso ministro Poletti, con prudenza e pazienza, sempre con un occhio all’Ue e agire su due strade: una che preveda interventi sul welfare e una che possa garantire l’approvazione di piani di uscita anticipata per tutti, ma senza richiedere risorse ulteriori e incidere così sui conti pubblici tanto tenuti sotto osservazione proprio dall’Ue.

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il