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Pensioni Governo Renzi riforma ultime notizie: dichiarazioni Tronconi, Ariaudo, Poletti, Giovanni, Boeri, sindacati, Damiano

E’ stata una nuova settimana piuttosto intensa per quanto riguarda gli interventi delle autorevoli forze politiche, e non solo: le novità




E’ stata una nuova settimana piuttosto intensa per quanto riguarda gli interventi delle autorevoli forze politiche, e non solo, sulla riforma pensioni Fornero e sui piani di modifica eventuali da attuare. E tra le novità e ultime notizie, i commenti di Michele Tronconi, presidente di Assofondipensione, alle ultime dichiarazioni e pensieri del presidente dell’Inps, Tito Boeri, che, a suo dire, porrebbero l’accento sulle difficoltà nella gestione dei fondi a capitalizzazione nel caso di una maggiore flessibilità in uscita. Secondo Tronconi, la riforma previdenziale è una questione che va affrontata tutta insieme, da modifiche alle pensioni e modifiche alla gestione dell’attuale sistema previdenziale.

Tra gli altri interventi della settimana quello dell’esponente di Sel Airaudo, che torna a insistere sulla necessità di intervenire per risolvere l’ormai urgente caso dei quota 96 della scuola, nonché per definire strumenti flessibili per i lavoratori usuranti, aspetto su cui, in realtà, già in passato era stato posto l’accento, e ha chiesto soluzioni universali e durature ma modulate non in base all'età quanto all’attività che si svolge. Si tratta di interventi più volte ribaditi e a cui il ministro del Lavoro Poletti sembra aver nuovamente aperto: durante il suo intervento a Ballarò, qualche sera fa, Poletti ha chiaramente detto che la Legge Fornero è stata socialmente ingiusta e ha creato problemi e ha nuovamente confermato che al vaglio del governo vi sono interventi che, si auspica, arriveranno con la prossimo Legge di Stabilità, o già a partire dal decreto povertà atteso per il prossimo mese di giugno e che potrebbe contenere la misura del nuovo assegno universale.

Poletti ha presentato un duplice piano di intervento, per coloro che penalizzati dalla legge Fornero non sono riusciti ad andare in pensione dopo aver lavorato oltre 35-40 anni, compresi i lavoratori usuranti, e con nuove norme che possano garantire equilibrio al sistema previdenziale, nel medio-lungo periodo magari permettendo piani di uscita anticipata a fronte di penalizzazioni per i lavoratori che andrebbero in pensione prima percependo pensioni più magre. Poletti ritiene anche che sia percorribile la strada del ricalcolo contributivo per tutti indicato dal presidente dell’Inps Boeri, nonostante le resistenze che già incontra. Il piano è intervenire sulle più ricche pensioni calcolate in parte con vecchio sistema retributivo.

Nessun riferimento invece a quel prestito pensionistico da tanti indicato come soluzione migliore per rendere il sistema previdenziale più flessibile, giacchè non richiede risorse aggiuntive  e non modifica età e contributi richiesti dalla legge Fornero. E torna a rilanciare sul prestito pensionistico anche quell’ex ministro del Lavoro Giovannini che lo aveva messo a punto. Pensato per coloro cui mancano 2-3 anni al raggiungimento dell’età pensionabile, permetterebbe al lavoratore di ricevere un anticipo sulla pensione finale di 700-800 euro che dovrà essere restituito una volta raggiunti i normali requisiti richiesti.

Sul tema della riforma pensioni 2015, Poletti ha parlato anche di assegno universale per sulla scia di quanto previsto dal reddito di cittadinanza già proposto dal Movimento 5 Stelle e definito da Beppe Grillo uno strumento a sostegno di coloro che pensionandi perdono per il lavoro o che sono costretti a vivere in condizioni di forte difficoltà a causa della crisi economica dell’Italia. E Grillo accoglie con favore questa proposta del ministro Poletti. Intanto, Cgli, Cisl e Uil ribadiscono al governo la necessità di agire non solo per una maggiore flessibilità in uscita ma anche per aumentare le pensioni minime, che in molti casi non consentono di vivere dignitosamente, rafforzare la trasparenza, come vorrebbe Boeri con il via ufficiale alla busta arancione, e risolvere le situazioni di disagi di esodati ma anche di lavoratori precoci e usuranti. Spinge per una rapida del caso esodati ma anche del problema dei quota 96 della scuola anche Cesare Damiano che continua, comunque, a ribadire al governo l’urgenza di modificare la legge pensioni attuale.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il