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Pensioni vecchiaia e anzianità Governo Renzi: riforma, novità Boeri, Poletti, Giovannini, Grillo, Tronconi, Ariaudo affermazioni

Assegno universale e reddito di cittadinanza, uscita anticipata per tutti, soluzioni per quota 96 e usuranti: come cambiare la riforma pensioni?




Beppe Grillo si dice pronto a trattare col Pd sulla Rai e sul reddito di cittadinanza, misura a sostegno di chi perde il lavoro o chi non lo raggiunge. Grillo spiega che si tratterebbe di erogare 780 euro al mese che potrebbero variare “a secondo del numero dei componenti familiari. Per questo obiettivo auspico tutte le convergenze del mondo. Bisogna capire che la povertà va affrontata come una malattia non come un reato. Se ci sono proposte, siamo aperti a qualsiasi discussione”. Il leader del M5S sulla necessità di coperture assicura che “i soldi li troviamo”, precisando che si potrebbero benissimo  ricavare dalle spese per gli armamenti o da una patrimoniale da applicare a coloro che vantano ben 2-3 milioni di reddito”.

Il reddito di cittadinanza di cui parla Grillo è lo stesso assegno universale proposto solo qualche giorno fa dal ministro del Lavoro, Giuliano Poletti, che dopo aver per l’ennesima volta ribadito come il governo sia intenzionato seriamente ad intervenire sulla riforma pensioni Fornero, non solo con piani che possano garantire maggiore flessibilità in uscita per tutti, ma anche con soluzioni per chi rischia di perdere il lavoro alle soglie della pensione, ha parlato anche di assegno universale e ricalcolo contributivo di Boeri.

Michele Tronconi, presidente di Assofondipensione, sostiene che la riforma previdenziale sia una questione da affrontare tutta insieme, da modifiche alle pensioni a modifiche alla gestione dell’attuale sistema previdenziale, appoggia i piani del presidente dell’Inps Boeri, e sostiene una maggiore flessibilità in uscita per tutti. Airaudo di Sel spiega, invece, che per correggere la riforma Fornero bisogna innanzitutto partire dalla soluzione del caso dei quota 96 della scuola, per arrivare a soluzioni ad hoc per lavoratori usuranti.

Anche Cesare Damiano è favorevole alla proposta di reddito di cittadinanza, definendola innanzitutto una proposta del tutto lecita del M5S e “Sulle soluzioni da adottare dico che quando parliamo di povertà dobbiamo distinguere tra persone, famiglie che sono in uno stato di indigenza, che non hanno mai lavorato o con situazioni marginali per le quali va previsto ovviamente un sostegno. Poi la durata e la quantità del sostegno sono tutte da definire. C’è, infatti, chi non ha più il lavoro e non è più giovane ma ha ancora molti anni davanti a sé per arrivare alla pensione.

Qui la risposta non è il sussidio ma dargli la pensione introducendo una normativa di flessibilità nel sistema pensionistico. In definitiva, al tema povertà e rischio povertà, bisogna dare risposte differenziate che non possono essere ricondotte a una sorta di sussidio indistinto”. E, mentre i sindacati continuano a chiedere una maggiore flessibilità in uscita e aumenti per le pensioni minime, tutto tace su quel prestito pensionistico che era stato avanzato dall’ex ministro del Lavoro Giovannini, possibile per quei lavoratori cui mancano 2-3 anni al raggiungimento dell’età pensionabile e che possono andare in pensione prima chiedendo un anticipo sulla pensione finale, di circa 700, 800 euro, che dovrà poi essere restituito con piccole decurtazioni mensili una volta maturata la normale pensione.

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il