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Pensioni donne, anzianità, uomini riforma Governo Renzi: novità due passi concreti e ufficiale dopo dichiarazioni e tante parole

Prepensionamento per gli iscritti ai fondi di previdenza complementare se disoccupati e di nuovo in discussione uscita anticipata a 62 anni con 35 anni di contributi: novità per interventi riforma pensioni Fornero




Tra proposte, idee e ipotesi, sembrano aprirsi nuove possibilità di cambiamento reale alla riforma pensioni Fornero. Tra le novità e ultime notizie del governo Renzi due nuovi passi in avanti: possibilità di prepensionamento per gli iscritti ai fondi di previdenza complementare se disoccupati e la ripresa della discussione in Commissione lavoro di piani per una maggiore flessibilità in uscita per tutti nonché della questione dell’opzione contributivo donna.

Vediamo nel dettaglio cosa prevedono queste due nuove strade di interventi pensionistici. La prima norma, contenuta nel ddl Concorrenza, offrirebbe la possibilità di andare in pensione prima agli iscritti ai fondi di previdenza complementare, purchè risultino disoccupati da due anni e cui manchino 10 anni per il raggiungimento dei requisiti pensi onici imposti dalla legge Fornero.

Come riportato dalla norma, il lavoratore ‘in caso di cessazione dell'attività lavorativa che comporti l'inoccupazione per un periodo di tempo superiore a 24 mesi, potrà richiedere le prestazioni pensionistiche, su richiesta dell'aderente, consentite con un anticipo massimo di dieci anni rispetto ai requisiti per l'accesso alle prestazioni nel regime obbligatorio di appartenenza’. E questa novità potrebbe essere il primo passo verso l’approvazione di sistemi di uscita anticipata per tutti, in modo da non creare discriminazioni tra categorie di persone e lavoratori.

Altra novità positiva la ripresa, in Commissione Lavoro, della discussione su maggiore flessibilità pensionistica e pensionamento delle donne. Ad annunciare questa novità Cesare Damiano, che ha spiegato “Obiettivo della commissione è quello di intervenire nel dibattito in corso con proposte di merito e unitarie, al fine di contribuire a correggere la riforma Fornero”.

Il disegno di legge tornato in discussione riprende la proposta giù più volte rilanciata da Damiano stesso, di uscita a 62 anni di età e 35 anni di contributi e penalizzazioni dell'8% sugli assegni finali, decurtazione che diminuisce del 2% per ogni anno di ritardo fino ad azzerarsi a 66 anni di età. Al contrario, saranno previsti incentivi per chi decide di rimanere a lavoro oltre i 66 anni e fino massimo ai 70.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il