Pensioni Governo Renzi riforma ultime notizie: ricalcolo contributivo e interventi peggiorativi per avere il via libera dalla Ue

Cambiare la riforma pensioni Fornero dopo aver convinto Ue su sistemi vantaggiosi e capaci di portare benefici: proposte e ipotesi

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Per poter attuare modifiche alla riforma pensioni Fornero, ormai si sa, servono non solo le risorse economiche necessarie ma, come confermano le novità e ultime notizie di questa settimana, anche convincere l’Ue che eventuali cambiamenti del governo Renzi in materia di previdenza in Italia potrebbero portare vantaggi e benefici nel lungo periodo, dalla possibilità di accumulare nuovi risparmi a fronte di prepensionamenti con penalizzazioni per i lavoratori, al possibile rilancio dell’occupazione giovanile nel nostro Belpaese.

Ma non solo: per accumulare nuovi soldi si potrebbe ricorrere anche a quel ricalcolo contributivo proposto dal presidente dell’Inps, Tito Boeri, che sembra essere uno dei modi più certi per fare passare una correzione delle pensioni in Europa.

La preoccupazione dell’Ue è, infatti, l’agire per modificare le pensioni toccando i conti pubblici, ma l’intenzione del governo è quella di non impiegare risorse aggiuntive e i casi sono due: o si prosegue con la spending review, come annunciato dal ministro dell’Economia Padoan, e con tagli direttamente sulla previdenza, o si procede al ricalcolo contributivo di Boeri, sostenuto anche dal ministro del Lavoro Poletti, nonostante la Corte Costituzionale lo abbia già ritenuto non ammissibile e la Corte dei Conti abbia nuovamente frenato sul sistema.

Tuttavia, molti lo ritengono utile, compreso il premier Matteo Renzi, d’accordo con il suo consigliere economico Gutgeld. E sono stati proprio Renzi e Gutgeld a dirsi pronti ad intervenire anche con tagli e revisioni di baby pensioni, pensioni di invalidità di reversibilità cumuli, per rendere il sistema pensionistico attuale più sostenibile e ristabilire equità.

A questi piani di tagli, si aggiungono quelli di uscita anticipata per tutti, necessari per garantire una maggiore flessibilità a quei lavoratori che non riescono a maturare i requisiti pensionistici imposti dalla legge Fornero. L’Ue continua ad opporsi ad ogni intervento ma, secondo alcune fonti, sarebbero in corso nuove trattative e chissà nei prossimi giorni non arrivino novità interessanti e positive.

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di Chiara Compagnucci pubblicato il
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