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Disoccupazione indennità 2015 Naspi, Dis Coll, Asdi e bonus bebè, anziani, disabili. Social card e assegno universale in arrivo

Tante le novità previste per quest’anno dal governo Renzi in materia di sussidi di disoccupazione, nuovo bonus bebè e nuova proposta dell’assegno universale: in cosa consistono e per chi sono




Tante le novità previste per quest’anno dal governo Renzi in materia di sussidi di disoccupazione, nuovo bonus bebè e nuova proposta dell’assegno universale, arrivata in questi ultimi giorni dal ministro del Lavoro Poletti, pensato come strumento a sostegno non solo di coloro che vivono in forti condizioni di difficoltà ma anche per i pensionandi che perdono il lavoro. Partendo dai nuovi sussidi di disoccupazione, la nuova riforma del Lavoro ha cambiato un po’ le carte in tavola sostituendo vecchia Aspi, mini Aspi e indennità di disoccupazione con nuovi Dis Coll, Naspi e Asdi.

In vigore fino al 31 dicembre 2015, il Dis-Coll è il nuovo sussidio di disoccupazione per i senza lavoro iscritti alla gestione separata dell’Inps e per i CoCoPro, collaboratori coordinati e continuativi e a progetto, e per richiederlo bisogna aver maturato almeno tre mesi di contribuzione nel periodo dal primo gennaio dell’anno solare precedente l’evento di cessazione dal lavoro al predetto evento; o aver maturato un mese di contribuzione nell’anno solare in cui si verifica la cessazione di lavoro; o concluso un rapporto di collaborazione di almeno un mese.

L’importo erogato con nuovo Dis-Coll è pari al 75% del reddito medio mensile nei casi in cui il reddito mensile sia pari o inferiore a 1.195 euro mensili nel 2015, ma non può comunque superare 1.300 euro nel 2015. Il Dis-Cool ha una durata massima di 6 mesi e la richiesta deve essere presentata online all’Inps, entro 68 giorni dalla cessazione del rapporto di lavoro. Arriva, invece, a sostituire l’attuale Aspi e sarà in vigore dal primo maggio, la Naspi, nuova Assicurazione Sociale per l’impiego, per i lavoratori dipendenti privati a tempo indeterminato e a termine, e da quelli pubblici assunti a termine. Per richiederla bisogna aver maturato almeno 13 settimane di contributi negli ultimi 4 anni di lavoro e 18 giornate effettive di lavoro negli ultimi 12 mesi; sarà erogata mensilmente dall'Inps, per una durata massima di 18 mesi e importi massimi di 1.300 euro al mese.

Una volta esaurito il periodo di erogazione della Naspi, se il lavoratore sarà ancora disoccupato potrà chiedere l’Asdi, nuovo Assegno di disoccupazione, che durerà altri sei mesi, che prevede l’erogazione di un assegno di importo pari al 75% dell’ultimo assegno Naspi, e per riceverlo bisognerà aver maturato almeno 3 mesi di contributi dal primo gennaio dell'anno precedente o un mese nell'anno in cui si perde il lavoro. Da quest’anno, tuttavia, sarà possibile richiedere anche la social card per i disoccupati, che potrà essere richiesta dai residenti in una delle seguenti regioni Sardegna, Sicilia, Calabria, Basilicata, Puglia, Abruzzo, Molise e Campania, o città Milano, Roma, Torino, Bari, Bologna, Catania, Firenze, Genova, Napoli, Palermo, Venezia e Verona.

Possono richiedere la social card per disoccupati cittadini italiani, stranieri o extracomunitari purchè in possesso di regolare permesso di soggiorno, e chi ha un Isee pari o inferiori a 3.000 euro, sarà erogata ogni due mesi, e per 12 mensilità, con  importi che vanno da un minimo di 231 euro fino ad un massimo di 400 euro, in base al numero di persone che compongono il nucleo familiare. Per richiedere la social card per disoccupati, bisognerà compilare un Modulo apposito che sarà messo a disposizione dal proprio Comune di residenza, purchè rientri tra uno di quelli sopra indicati, presentato in uno degli Uffici di Poste Italiane Abilitati, insieme a tutta la documentazione richiesta e che sarà inviato direttamente dall’Ufficio Postale all’Inps, che valuterà la documentazione e darà positivo o meno all’erogazione del beneficio.

Altra novità 2015, in attesa però di approvazione ufficiale, vale per le lavoratrici autonome con Partita Iva che potranno ricevere un assegno di maternità, per cinque mesi, se iscritte alla gestione separata dell’Inps. Le mamme lavoratrici con partita Iva potranno, infatti, decidere se fermarsi o continuare a lavorare e nel primo caso percepiranno un assegno finanziato in parte dallo Stato, in parte dai contributi di lavoratori e aziende. Via libera poi da quest'anno al nuovo bonus bebè 2015 che viene erogato alle famiglie con reddito Isee inferiore ai 25mila euro ogni anno. Possono accedere al beneficio i cittadini italiani, i cittadini di uno Stato membro dell’Unione europea, ed extracomunitari, purché in possesso di regolare permesso di soggiorno.

Il bonus bebè dura per i primi tre anni di vita del bambino, a patto che la nascita (o l’adozione) avvenga tra il primo gennaio 2015 e il 31 dicembre 2017. L’importo del contributo è pari a 960 euro all’anno, divisi in 12 rate mensili di 80 euro ciascuna. Ma, nel caso in cui il reddito ai fini Isee sia inferiore a 7 mila euro annui, il bonus raddoppierà, passando da 80 a 160 euro al mese. Per ricevere il bonus bisognerà presentare domanda direttamente all’Inps. Insieme al bonus bebè, il governo ha reso possibile, a partire dal 2 febbraio, chiedere un bonus mensile per anziani non autosufficienti e disabili con handicap gravi.

L’importo varia da un minimo di 200 euro e un massimo di 1.200 euro al mese e verrà erogato in via sperimentale dal primo marzo 2015 al 30 novembre 2015. Può essere richiesto da lavoratori dipendenti e pensionati del settore pubblico non autosufficienti o che assistono in casa persone non autosufficienti o con disabilità grave. Anche in questo caso la richiesta va presentata in via telematica all’Inps.

Altra novità, al vaglio però del governo, l’assegno universale di cui ha parlato qualche giorno fa il ministro Poletti e che riprende l’idea del reddito minimo di cittadinanza proposto già da Beppe Grillo. Si tratta della possibilità di erogare un assegno di circa 780 euro al mese a coloro che vivono in particolari condizioni di difficoltà economica o che rischiano di perdere il lavoro. Lo stesso Grillo ha confermato che si tratta di “780 euro al mese, ma varia a secondo del numero dei componenti familiari. Penso a una coppia con figli, lei casalinga: gli si potrà garantire 1.200-1.300 euro. Nel frattempo chi ne usufruisce segue un percorso con lo Stato. Gli si offrono due-tre lavori, se non li accetta, perde il reddito”.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il