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Pensioni vecchiaia, donne, anzianità Governo Renzi: riforma, novità dopo tante proposte che non si faccia nulla è ipotizzabile

Il traguardo della riforma pensioni è ancora molto lontano da tagliare. Il fronte dei contrari alla revisione della legge Fornero è molto ampio.




Nonostante le tante emergenze, la riforma pensioni Renzi è ferma al palo. Non sono bastate le tante ipotesi di cambiamento dell'impianto previdenziale, alcune delle quali a costo zero, per dare il via a un rinnovamento nel segno della flessibilità ovvero della facilitazione dell'uscita anticipata dal lavoro. Novità e ultime notizie sul fronte pensioni riferiscono come tutto possa rimanere fermo ancora per un bel po' di tempo. Lo stesso ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali, Giuliano Poletti, ha spiegato che i cambiamenti strutturale passano dalla legge di stabilità e dunque ci sarà da attendere la fine dell'anno. Eppure non passa giorno che non spunta un nuovo rapporto sulla criticità del sistema previdenziale o un nuovo appello a dare risposte alle questioni irrisolte, come quelle dei quota 96 del mondo della scuola o degli esodati.

D'altronde il fronte dei contrari alla revisione della legge Fornero è molto ampio e passa dal ministro dell'Economia Pier Carlo Padoan alla Commissione europea fino ad arrivare alle posizione mai troppo chiare del premier Matteo Renzi.

Per capire come possono cambiare le pensioni in Italia occorre seguire anche il percorso che sta prendendo la riforma della pubblica amministrazione. Sin dalla sua prima bozza, infatti, si ragionava sull'opportunità di inserire misure per favorire il prepensionamento dei dipendenti così da dare il via a una vera e propria stagione di turn over generazionale. La misura, se introdotta, potrebbe rappresentare il precedente per i lavoratori privati. In realtà sono tanti i provvedimenti sul personale. Il governo vuole affrontare il delicato nodo delle società partecipate dalle amministrazioni locali e statali: Nella delega si delinea una razionalizzazione del sistema secondo criteri di efficienza, efficacia ed economicità, con una ridefinizione dei limiti per la costituzione e il mantenimento di partecipazioni pubbliche.

E ancora: la riforma indica per la dirigenza il superamento degli automatismi nel percorso di carriera. Tra i cambiamenti, su cui si sono aperte diverse interpretazioni (c'è di mezzo il danno erariale), la proposta di rafforzamento del principio di separazione tra indirizzo politico-amministrativo e gestione con esclusiva imputabilità ai dirigenti delle responsabilità amministrativo-contabile per l'attività gestionale. Secondo il relatore si mira solo a perimetrare le responsabilità della dirigenza. In questo contesto c'è una parte del Partito Democratico, quella spostata più a sinistra, che invita a prestare maggiore attenzione all'aspetto sociale e invita a cambiare le regole sulle pensioni in tempi rapidi e con maggiore incisività rispetto ai timidi passi in avanti di questi mesi.

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il