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Pensioni anzianità, donne, vecchiaia riforma Governo Renzi: novità si inizia a muovere concreta e ufficiale dopo tante parole

Da una parte i nuovi requisiti per la pensione integrativa, dall'altra la riapertura del discorso sulla flessibilità. Le ultime notizie sulla riforma pensioni Renzi.




La partita della riforma pensioni si gioca a più livelli. Come dimostra la novità inserita nel disegno di legge sulla concorrenza che rivede i requisiti della previdenza complementare. In buona sostanza il periodo di inoccupazione che dà diritto alla pensione integrativa viene ridotto a 24 mesi e la somma spettante può essere richiesta 10 anni prima della maturazione dei necessari requisiti anziché i precedenti 5. Di più: come spiegato da Cesare Damiano, presidente della commissione Lavoro alla Camera dei deputati, si torna a parlare dell'introduzione di forme di flessibilità nel sistema previdenziale, a partire dalle possibile introduzione di misure specifiche sulle lavoratrici.

Il percorso è chiaramente molto lungo, ma si tratta comunque di piccoli passi in avanti dopo settimane e settimane di sostanziale inerzia. Si legge testualmente nell'articolo 15 del ddl Concorrenza: "Le forme pensionistiche complementari prevedono che, in caso di cessazione dell'attività lavorativa che comporti l'inoccupazione per un periodo di tempo superiore a 24 mesi, le prestazioni pensionistiche siano, su richiesta dell'aderente, consentite con un anticipo massimo di dieci anni rispetto ai requisiti per l’accesso alle prestazioni nel regime obbligatorio di appartenenza". La norma deve ora passare il vaglio dei due rami del parlamento.

Sono i numeri a ricordare come la riforma della previdenza italiana sia ineludibile. Sono infatti 6,8 milioni i pensionati italiani che, secondo gli ultimi dati dell'Inps, riceve un assegno mensile inferiore ai 1.000 euro. Solo il 4,3% degli italiani ha redditi da pensione superiori ai 3.000 euro al mese, per una spesa di 38 miliardi di euro. E ancora: la spesa per gli ammortizzatori sociali nel 2013, al netto dei contributi figurativi è aumentata del 15,8% rispetto al 2012 ed è stata pari a 14,5 milioni di euro. Infine è del -2,1% il calo annuale dei dipendenti pubblici iscritti all'Inps. La causa principale va ricercata nel blocco del turnover tra gli statali.

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il