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Pensioni donne, anzianità, uomini riforma Governo Renzi: novità interventi Ministro Padoan e Renzi dopo tante annunci e promesse

Sono stati tanti agli annunci da parte del governo di attuare la riforma pensioni, ma le novità in questi mesi sono state ben poche.




Occorre essere ottimisti per credere in una riforma pensioni in tempi brevi. Come riferiscono novità e ultime notizie, sono tanti gli ostacoli politici ed economici a un percorso di vero cambiamento della legge Fornero. A frenare è soprattutto il governo ovvero lo stesso premier Matteo Renzi, che finora non ha dato seguito agli annunci in materia previdenziale, e il ministro dell'Economia Pier Carlo Padoan, attento a mantenere i conti in equilibrio nel contesto europeo. C'è però una parte della principale forza di governo, il Partito Democratico, che spinge per l'introduzione di modifiche incisive, già nel giro di pochi mesi. La posizione più equilibrata è forse quella del ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali, Giuliano Poletti, che dice sì alla riforma pensioni, ma solo con misure strutturali ovvero con la manovra finanziaria di fine anno.

Il terreno su cui si sta muovendo l'esecutivo non è per nulla solido. Oltre agli attriti interni, ci sono gli scontri con l'opposizione, diventati più accesi dopo la decisione di Forza Italia di non votare le riforme. E poi c'è la Lega che sta continuando a guadagnare visibilità, anche per via della battaglia, ancora in corso, contro la legge Fornero. Non è bastato il no della Consulta alla proposizione di un referendum abrogativo per mettersi alle spalle la questione.

Nel frattempo il governo sta intervenendo con maggior vigore sul versante del lavoro sia in relazione al personale e sia alle strutture. Dal primo gennaio 2016 arriverà la nuova Agenzia unica per le ispezioni del lavoro che accorperà le funzioni di controllo attualmente svolte dal Ministero del Lavoro, Inps e Inail. Il relativo decreto, però, non è stato ancora emanato dal Consiglio dei ministri. Secondo una bozza circolata nei giorni scorsi, l'Agenzia avrà in tutto 19 sedi: quella centrale a Roma, più altre 18 territoriali. Saranno contemporaneamente soppressi 85 uffici tra direzioni interregionali e territoriali del lavoro. L'organico complessivo della nuova struttura non arriverà sarà di 5.982 dipendenti. La razionalizzazione degli uffici poterà a un risparmio di 26,1 milioni di euro.

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il